INDIA/ Donna con due uteri partorisce bimbi concepiti a 3 settimane di distanza

- La Redazione

Una donna indiana, Rinku Devi, 28 anni, della città di Patna, ha partorito contemporaneamente due bambini, che non sono gemelli, da due uteri differenti

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Un parto cesareo

Una donna indiana ha partorito contemporaneamente due bambini, che non sono gemelli, da due uteri differenti. Rinku Devi, 28 anni, della città di Patna nell’India settentrionale, credeva di stare aspettando due gemelli, ma in realtà i feti erano stati concepiti a tre settimane di distanza l’uno dall’altro.

1 CASO SU 5 MILIONI – I bambini si sono sviluppati da due ovuli fertilizzati in due momenti diversi, ciascuno dei quali sviluppato quindi in un utero separato. La malattia della signora Devi, che ha due uteri, è nota anche come utero didelfo. I casi conosciuti di donne che sono rimaste incinta in entrambi gli uteri sono meno di cento nel mondo. La probabilità che una donna con due uteri abbia contemporaneamente due parti separati è di circa una ogni cinque milioni. Pur avendo già partorito un neonato quattro anni fa, la signora Devi non sapeva di avere quella rara malformazione. «Ho scoperto di avere due uteri quando avevo già le doglie del parto», ha dichiarato la donna al Daily Mail. «Non sapevo come reagire. Provavo dolore ed ero abbastanza spaventata. Non avevo mai sentito parlare prima di nulla del genere. Sono stata informata su quanto la mia malattia fosse rara e grave solo alcuni giorni dopo il parto. Sono molto felice e mi sento orgogliosa di essere sopravvissuta a quando avvenuto».

L’ORIGINE DELLA MALATTIA – E racconta sempre Rinku Devi: «Quando mi è stato detto che aspettavo due gemelli, mi immaginavo che fossero uguali tra loro, ma sono felice che i miei figli siano differenti. Voglio ringraziare Dio per avermi dato una nuova vita». I bambini prematuri sono nati con parto cesareo alla Mati Sadan Prijat Nursing Home di Muzaffarpur, assistiti dal ginecologo Dipti Singh. Normalmente mentre il feto cresce, l’utero si sviluppa da due piccole tube chiamate condotti di Muller, che poi si uniscono per formare un solo utero. Tuttavia in alcuni casi le tube non riescono a ricongiungersi completamente, e così si formano due cavità o uteri. I due uteri possono avere la stessa serie di tube di Falloppio, ovaie e cervice, ma alcune donne possono avere doppio anche ciascuno di questi organi. Le donne con questa malformazione hanno normalmente un rischio più elevato di aborto spontaneo, nascita prematura e perdite di sangue durante la gravidanza. Nel dicembre 2006, Hannah Kersey di Northam nel Devon è stata la prima donna con due uteri a dare alla luce tre neonati: due gemelli identici, nati nello stesso utero, e un bambino diverso dai primi due nel secondo utero.

IL RACCONTO DEL GINECOLOGO – La dottoressa Dipti Singh, che ha eseguito l’operazione per il parto cesareo, ha raccontato che ora la madre e i due bambini stanno bene. Intervistata da India Today, ha spiegato che il caso «è molto raro e la maggior parte delle volte i bambini muoiono». Il ginecologo ha aggiunto che i bambini in realtà non sono gemelli, in quanto c’è una differenza di circa tre settimane nell’età dei due feti. «Questo significa che Rinku ha concepito ciascun figlio in due momenti differenti», ha dichiarato. Rinku non aveva idea di possedere due uteri, e quando aveva partorito il primo figlio circa quattro anni fa non aveva notato nulla di strano. «All’epoca aveva solo un bambino in un utero, mentre il secondo utero non era stato individuato dai medici», spiega sempre la dottoressa Dipti Singh. E anche in questo caso, i medici non si sono accorti dell’anomalia fino al momento del parto. «Inizialmente i test con gli ultrasuoni hanno mostrato che stava aspettando due gemelli, ma non hanno specificato che soffriva di utero didelfo. E’ stato solo nella mia clinica che la cosa è stata confermata». La dottoressa non si era mai trovata di fronte a un caso del genere. «Neppure mia suocera, che è in pensione dopo essere stata a capo del dipartimento di ginecologia dello Sri Krishna Medical College and Hospital di Muzaffarpur, si è mai trovata di fronte a un caso del genere. Ora sto scrivendo un articolo sulla vicenda per una rivista di medicina».

 

(Pietro Vernizzi)

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