RUSSIA/ Ragazza chiama la madre mentre un orso la sta mangiando viva

- La Redazione

Il Daily Mail racconta che Olga Moskalyova, ragazza di 19 anni, si trovava insieme al patrigno nella Siberia orientale quando sono stati aggrediti da quattro orsi che li hanno sbranati

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Un orso a caccia di pesci (Fotolia)

Olga Moskalyova, ragazza di 19 anni, si trovava insieme al patrigno Igor Tsyganenkov lungo un fiume nei pressi di Petropavlosk-Kamchatsky, nella Siberia orientale, per trascorrere qualche giorno di campeggio. I due sono stati improvvisamente aggrediti da un orso bruno e dai suoi tre cuccioli che si sono scagliati contro di loro con una ferocia inaudita. Il patrigno è stato subito colpito da varie artigliate che gli hanno provocato la rottura del collo e del cranio. La ragazza ha cominciato a correre, tentando di sfuggire ad una morte terribile, ma dopo appena settanta metri è stata raggiunta dalla orsa che si è scaraventata su di lei. L’orso bruno è diffuso principalmente in gran parte dell’Eurasia settentrionale e del Nordamerica. Il suo peso oscilla tra i 130 e i 700 chilogrammi e, insieme all’orso polare, rappresenta il carnivoro terrestre più grande al mondo. Questa storia, in ogni caso, ha dell’incredibile. I Paesi che comprendono la maggior parte del suo areale sono gli Stati Uniti, il Canada e, appunto, la Russia. Questa specie in particolare si nutre principalmente di vegetali, come funghi e radici, e i pesci costituiscono la loro fonte primaria di carne. Gli orsi bruni non temono lo scontro con altri predatori, essendo infatti in grado di poter avere la meglio da soli su interi branchi di lupi o grandi felini. In alcune aree della Russia e dell’Alaska, gli orsi bruni si nutrono soprattutto di salmoni che permettono a questi animali di raggiungere dimensioni gigantesche. Gli orsi predano occasionalmente anche i cervi, alci, caribù e bisonti, anche se per comodità scelgono i cuccioli o comunque gli esemplari più piccoli. Nel momento della caccia, l’orso bruno usa i suoi denti affilati per mordere al collo la sua preda e sfrutta le sue dimensione per intimidire altri predatori. Solo per far capire la forza di questo esemplare, l’orso bruno è in grado di rompere il collo o la spina dorsale di un bisonte adulto con una sola zampata.

Gli orsi vengono attratti dalle fonti di cibo create dall’uomo, come i bidoni della spazzatura, i cassonetti e gli apiari. Si avventurano quindi in cerca di cibo e in America non è raro vedere animali da fattoria sbranati da orsi affamati che associano sempre di più le attività umane a fonti di cibo inesauribili. Così crescono le possibilità di incontri e, anche se gli orsi vengono spesso spostati in altre zone per motivi di sicurezza, il problema continua ad esistere. In Nordamerica c’è una media di due attacchi fatali ogni anno mentre in Scandinavia, negli ultimi cento anni, appena quattro persone hanno perso la vita a causa dell’attacco di un orso. Però, come nel caso della terribile storia della giovane Olga Moskalyova, gli attacchi avvengono se si incontra l’orsa insieme ai piccoli, oppure se l’animale è ferito. Alcuni tipi di orso, come quello polare, attaccano più facilmente l’uomo quando sono in cerca di cibo, mentre l’orso nero americano è molto meno aggressivo. Sono state comunque elencate diverse situazioni considerate potenzialmente pericolose dal progetto di Ricerca sull’Orso Scandinavo: come detto, incontrare un orso ferito o con i cuccioli; l’animale potrebbe poi sentirsi minacciato dall’improvvisa comparsa di un uomo oppure può essere pericoloso incontrare l’orso all’interno della sua grotta; infine, banalmente, è meglio evitare un orso che è stato provocato.

Tornando alla orribile avventura della povera ragazza russa, la sua morte è stata docuentata nel corso di una angosciosa telefonata ala madre. Olga, proprio durante l’aggressione, è riuscita a chiamare la madre, urlandole: “Mamma! Mamma! Un orso mi sta mangiando, è un’agonia terribile, aiutami!”. La madre pensava inizialmente a uno scherzo di cattivo gusto, ma poi racconterà di aver “sentito l’orrore e il dolore nella voce di Olga, e il suono di un orso che ringhiava e masticava. Sarei potuta morire anche io per lo shock”. La conversazione si interrompe e nella mezz’ora successiva la madre riceverà altre due chiamate da parte della figlia che, lasciata ormai a morire dagli orsi, le dirà: “Mamma, non mi fa più male. Non sento dolore. Perdonami per tutto, ti voglio tanto bene”, riporta il Daily Mail. Quando la polizia si è recata sul posto, ha trovato i quattro orsi che si stavano cibando del corpo senza vita del patrigno, mentre quello di Olga è stato rinvenuto poco vicino. Alcuni cacciatori si sono messi sulle tracce degli animali per poterli abbattere, ma le autorità locali hanno fatto sapere che ancora non sono stati trovati.

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