SCOPERTA CERN/ La gaffe della Gelmini sul tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso

- La Redazione

Il comunicato in cui il ministro Gelmini si è congratulata per l’esperimento condotto nel tunnel che collega Ginevra al Gran Sasso ha suscitato l’ilarità della rete.

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Foto Ansa

Doveva essere un comunicato di congratulazioni, come tanti, redatti, probabilmente, da qualche funzionario ministeriale; routine. Questa volta, tuttavia, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini avrebbe fatto meglio a rileggerselo prima di destinarlo alla pubblicazione. Il comunicato in cui, infatti, rende onore ai ricercatori del Cern e dell’Istituto Nazionale di Fisica nucleare, che sono riusciti a dimostrare che la velocità della luce è superabile, si è trasformato in una clamorosa gaffe. «Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo», è l’esordio trionfale – come, del resto, è nello stile di comunicati del genere – delle otto righe. Che, se si fossero fermate qui, nessuno avrebbe avuto niente da ridire. Peccato che continuano con: «Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro».

Ebbene: in sostanza dal ministero sembrerebbero convito che tra la Svizzera e l’Abruzzo scorra in tunnel lungo 750 chilometri. Il popolo del web ha immediatamente reagito alla gaffe irridendo la Gelmini con una serie di battute pungenti; su Twitter, quelle contraddistinte all’etichetta #tunnelgelmini, sono balzate in cima alla classifica dei trend topic della piattaforma: si legge, ad esempio: «ma nel #tunnelgelmini ci sono le fermate tipo metropolitana?» domanda un utente. «Il Freccia Rotta è il nuovo treno superveloce, che, sfruttando il #tunnelgelmini, ti porta da L’Aquila a Ginevra in 38 nanosecondi», dice un altro. E ancora. «l’ingresso del #tunnelgelmini è la botola di Lost»; «Neutrini spaventati: il #tunnelgelmini è poco illuminato e pare sia infestato dall’abominevole Calderoli, noto divoratore di atomi…» e «La smentita definitiva: “il tunnel di cui si parla nel comunicato, non può essere per nessuna ragione inteso come un tunnel». Leggiamo, invece, su ForumSpinoza.it che il tunnel «Collegherà Paperopoli Con Topolinia»; opporre: «Beffati i NO-TaV» e «Berlusconi imbufalito, voleva fare un ponte».

A scanso di equivoci, i ricercatori dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Infn (Lngs),spiegano all’Adnkronos che non c’è alcun tunnel tra Ginevra e l’Abruzzo. Esiste, invece, una galleria sotterranea di un chilometro sotto i laboratori del Cern di Ginevra. In estrema sintesi i neutrini vengono prodotti al suo interno, “sparati” fuori, per proseguire «il loro percorso nella roccia terrestre, che per loro è come se non esistesse, ovvero non costituisce per loro un ostacolo». Alcuni di essi, una volta raggiunto i laboratori realizzati sotto il Gran Sasso «vengono intercettati dall’esperimento Opera», ovvero «urtano contro i “mattoncini” fatti di piombo e lastrine fotografiche dell’esperimento Opera e, alcuni di essi, interagendo con il piombo, producono altre particelle cariche che lasciano le loro tracce nelle lastrine fotografiche ed in altri rivelatori dell’esperimento». 

 

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