“DA LIQUIRIZIA POTENTE ARMA CONTRO CORONAVIRUS”/ Studio: “Merito della glicirizzina”

- Dario D'Angelo

Coronavirus, dalla liquirizia una potente arma contro il Covid-19. Lo dice un nuovo studio che ha analizzato la sua componente principale: la glicirizzina.

Stefania Salmaso
Immagine di repertorio (Foto LaPresse)

Dalla liquirizia un’arma potente per fermare il coronavirus capace di bloccare letteralmente l’ingresso nel nostro organismo. Si tratta della glicirizzina e a parlarne all’Adnkronos Salute è Desiderio Passali, past president Italian Society of Rhinology, che ha dichiarato: “L’urgenza di trovare molecole che possano contrastare l’insorgenza di Covid-19, nell’attesa che sia pronto un vaccino efficace, ha fatto sì che l’attenzione della scienza si sia rivolta anche a tutte quelle molecole che hanno un potenziale farmacologico contro il Sars-Cov-2, che sono sicure in termini di effetti avversi e che possono quindi rappresentare validi presidi di profilassi. Ebbene, un recente studio condotto dall’Università di Napoli ha confermato quanto già diversi studi internazionali avevano evidenziato, e cioè la che glicirizzina, il principale costituente della liquirizia, ha la capacità di ostacolare l’ingresso all’interno delle cellule umane”.

CORONAVIRUS, “DA LIQUIRIZIA POTENTE ARMA CONTRO COVID-19”

Lo specialista otorinolaringoiatra ha spiegato che la glicirizzina veniva utilizzata “per le forme ricorrenti di rinosinusite nasale”. Ora però la ricerca partenopea ha evidenziato che il principale costituente della liquirizia “è in grado, in vitro, di legarsi sia al recettore Ace delle cellule umane che alla proteina Spike del virus, rispettivamente la serratura e la chiave di accesso del virus all’interno delle cellule dell’organismo umano. La glicirizzina, insomma, sarebbe in grado di ostacolare l’interazione di queste due componenti tra loro, e come risultato provocherebbe l’oggettiva difficoltà da parte del virus di entrare nella cellula umana e di replicarsi”. D’altronde questa sostanza è da sempre considerata una “molecola dal grande potenziale farmacologico per le caratteristiche peculiari che la contraddistinguono in quanto, nonostante il basso profilo tossicologico, possiede spiccate proprietà antinfiammatorie e antivirali, queste ultime in particolare rispetto alla famiglia dei coronavirus Sars”. A rendere particolarmente interessante la scoperta vi è poi il fatto che la glicirizzina possa essere impiegata topicamente sia sulla superficie nasale che sulla superficie oculare in assenza di effetti collaterali. Non un dato banale dal momento che “i recettori Ace2 sono presenti sia sulla cellule della superficie nasale che su quelle della superficie oculare, e sono di fatto le prime vie che il virus utilizza per penetrare nel corpo umano e che necessitano di più attenzione, se si vuole parlare di profilassi e prevenzione”.

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