Daniele Sepe, chi è?/ Collaborato con Gino Paoli, Mia Martini, Lina Sastri

- Emanuele Ambrosio

Daniele Sepe, il sassofonista ospite di Via dei Matti numero 0 rivela: “ho la malattia dell’indipendentismo, tra i musicisti napoletani, con me si rifiutarono solo i Bisca”

Daniele Sepe

Daniele Sepe, il sassofonista ospite della nuova puntata di Via dei Matti numero 0, il programma di Stefano Bollani e Valentina Cenni fatto di musica, storie e allegria. Non solo sassofonista, Sepe è anche un agguerrito attivista politico che in passato è stato molto vicino ad Autonomia Operaia. Dotato di uno spirito anarchico, l’artista nel corso degli anni è cambiato come ha raccontato a La Repubblica di Napoli. Una lunga intervista in cui ha parlato della sua passione per il mare: ” sono nato a Posillipo, zona di campagna, tra la Gaiola e le Case Nuove. Mio padre era rappresentante di vino, mio nonno bracciante per il marchese di villa Patrizi, mia madre casalinga: ho sempre vissuto vicino al mare. Ero terribile. Noi ragazzini di allora eravamo un po’ una “baby gang”: facevamo danni per Posillipo, ci davamo le mazzate con i ragazzi americani che studiavano alla Sherman”.

Proprio a Napoli nasce la sua passione per la musica e in articolare per il sax e ricordando quegli anni rivela: “oramai sono passati tanti anni, non vado in galera, posso dirlo: il primo sax l’ho rubato là. Il mio mito era James Senese. Studiavo flauto al Conservatorio di San Pietro a Majella, mi sono diplomato con Peppe Esposito. E per la musica ho lasciato il liceo Genovesi. Non riuscivo a studiare bene sia musica che il latino e greco. Poi un giorno portai a scuola dei volantini di un corteo e la professoressa mi disse che, anche se avessi studiato di più, mi avrebbe bocciato. Ho scelto di fare l’autodidatta”.

Daniele Sepe: “ho fatto il turnista di molti, da Gino Paoli, Mia Martini, Lina Sastri”

Una grandissima carriera quella di Daniele Sepe che ha collaborato con alcuni dei più grandi artisti della musica italiana. “Dagli inizi degli anni ’80, per quasi 20 anni, ho fatto il turnista di molti, da Gino Paoli, Mia Martini, Lina Sastri, ai Walhalla, Nino D’Angelo, Gigi Finizio, e molti di quelli che ancora non si chiamavano neomelodici” – ha rivelato il sassofonista a La Repubblica di Napoli. Successivamente si è anche lanciato nel mercato della discografica registrando alcuni dischi che ha definito “a fallimento”, ma nel 1996 pubblica “Vite perdite” e qualcosa cambia visto che si è fatto conoscere nel mondo. Infine parlando di musica rivela: ” ho la malattia dell’indipendentismo, sono un po’ autarchico, anche quando Pino Daniele voleva produrmi con l’etichetta Bagaria, ho detto di no: tra i musicisti napoletani, con me si rifiutarono solo i Bisca”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA