Dario Franceschini/ “Per Pd Conte non si tocca. Regionali? Grave dividersi da M5s”

- Carmine Massimo Balsamo

Dario Franceschini a tutto tondo sul Governo giallorosso: «Sono molto stanco dei retroscena, mai pensato che serva un altro premier»

dario franceschini
Premier Giuseppe Conte e il Ministro della Cultura Dario Franceschini (LaPresse, 2020)

Nonostante le voci su crisi imminenti, il Governo reggerà senza problemi secondo Dario Franceschini. Il ministro della Cultura, esponente di spicco del Partito Democratico, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Repubblica ed ha subito messo in evidenza di essere molto stanco di retroscena che «dipingono ogni fisiologica e utile discussione nel governo sul merito di norme e provvedimenti, come un agguato». Franceschini ed il Pd non hanno mai pensato di destituire Conte, e c’è di più: Franceschini ha tenuto a precisare di apprezzare moltissimo il lavoro del giurista, in grado di guidare il Paese in uno dei passaggi più difficili della sua storia e di rappresentare un punto di equilibrio in una coalizione complicata. Franceschini ha così aggiunto: «Anche per questo deve essere chiaro che per noi non esistono né un altro premier né un’altra maggioranza in questa legislatura. Ogni nostra parola, anche quando appare critica, è per migliorare l’azione del governo, non per indebolirla».

DARIO FRANCESCHINI SU MES E TAGLIO IVA

Uno dei grandi temi che divide le forze di maggioranza è il Mes, la linea del Partito Democratico è sempre stata chiara ma il ministro della Cultura “prende tempo”: «Prima si decidono le cose da fare poi che risorse è più conveniente utilizzare per farle. Ci aspetta un mese molto impegnativo con una agenda fitta. Il decreto semplificazioni, lo scostamento e le ulteriori misure economiche e sociali, i decreti sicurezza e la prima lettura della legge elettorale».

Dario Franceschini si è poi soffermato sulla discussione sul taglio dell’Iva: «A me non dispiace l’idea di una riduzione dell’Iva solo per chi usa metodi di pagamento elettronici al posto del contante. Intanto nel decreto economico si devono differenziare gli interventi di sostegno a lavoratori e imprese, non più universali ma differenziati in base alla difficoltà dei diversi settori. Per quelli più in crisi vanno allungati i tempi degli ammortizzatori sociali, incentivando anche la ripartenza di aziende con un sistema di esenzione contributiva a termine, penso per esempio agli alberghi, per spingere a riaprire senza avere a carico tutto l’insostenibile peso del costo dei lavoratori non più in cassa integrazione». Infine, Dario Franceschini ha commentato il dossier Regionali, con M5s e Pd incapaci di chiudere un accordo su candidati comuni: per il ministro si tratta semplicemente di «un errore gravissimo».



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