“Dati Covid cancellati da archivi NIH”/ Biologo Bloom “Alcuni recuperati, si indaghi”

- Alessandro Nidi

Dati su Covid cancellati dagli archivi NIH e poi recuperati da un biologo statunitense: il mistero sulla pandemia si infittisce

Laboratorio
Laboratorio ricerca anti-Covid (LaPresse, 2021)

Alcuni dati relativi alla pandemia di Covid sono stati cancellati dall’archivio di lettura della sequenza dei National Institutes of Health? Questa è la domanda che si è posto il biologo Jesse D. Bloom del Fred Hutchinson Cancer Research Center, Howard Hughes Medical Institute di Seattle, il quale, attraverso un lavoro di ricerca disponibile in versione pre-print su “BioRxiv”, sottolinea che l’origine e la diffusione precoce del virus SARS-CoV-2 rimangono avvolte nel mistero, ma si è accorto che un set di dati contenente “sequenze del virus risalenti all’inizio dell’epidemia di Wuhan è stato cancellato dall’archivio di lettura della sequenza dei National Institutes of Health”.

A quel punto, come spiega lui stesso nel suo studio, ha tentato di rintracciare i file eliminati, riuscendoci grazie a Google Cloud e ricostruendo parzialmente le sequenze di 13 dei primi campioni di Coronavirus, rilevando che “le sequenze del mercato dei frutti di mare di Huanan che sono al centro del rapporto congiunto Oms-Cina non sono pienamente rappresentative del virus che circolava a Wuhan all’inizio dell’epidemia. Invece, il progenitore delle sequenze conosciute di Sars-CoV-2 conteneva probabilmente tre mutazioni relative al virus del mercato, che lo rendevano più simile ai ‘parenti’ coronavirus del pipistrello”.

DATI CANCELLATI E POI RECUPERATI: COVID NEL MIRINO DEL BIOLOGO JESSE BLOOM

A questo punto, nel lavoro di ricerca pubblicato su “BioRxiv”, Jesse Bloom sottolinea che le prime sequenze riportate di Wuhan non sono le sequenze più simili al correlato Coronavirus del pipistrello. Il fatto “lascia perplessi perché, sebbene l’origine prossimale di Sars-CoV-2 rimanga poco chiara (zoonosi o incidente di laboratorio?), tutte le spiegazioni ragionevoli convergono sul fatto che a un livello più profondo il genoma di Sars-CoV-2 sia derivato dai Coronavirus dei pipistrelli”.

Ci si aspetterebbe quindi – dice l’esperto – che le prime sequenze del virus riportate siano le più simili a questi Coronavirus di pipistrello, ma in questo caso non sembrerebbe essere così. Le prime sequenze di SARS-CoV-2, infatti, sono state raccolte a Wuhan a dicembre, ma queste sono distanti dal gruppo dei Coronavirus del pipistrello correlati rispetto alle sequenze raccolte a gennaio da altre località della Cina o anche da altri Paesi. Il perché rimane un mistero, tanto che lui stesso ha provato a dialogare in merito a tale questione con gli autori cinesi che hanno analizzato quei campioni, senza tuttavia ottenere risposta. Sarà quindi necessaria un’ulteriore attività di indagine per giungere alla verità e, perlomeno, a fare chiarezza sulle numerose incongruenze che stanno sorgendo ogni settimana.

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