David Quammen: “Predissi il Coronavirus nel 2012″/ “Dai pipistrelli come l’Ebola”

- Alessandro Nidi

David Quammen, divulgatore scientifico, nel 2012 annunciò il Coronavirus: “Trasmesso dai pipistrelli, probabilmente come avvenuto per l’ebola nel 2014”

Corea del Sud, medici
Coronavirus in Corea del Sud (LaPresse, 2020)

David Quammen, divulgatore scientifico e autore del libro “Spillover”, predisse il Coronavirus nel 2012: è quanto riporta l’edizione odierna de “Il Manifesto”, nella quale trova spazio un’intervista approfondita allo studioso, che nel suo testo affronta il discorso dell’evoluzione delle epidemie, parla di una futura grande pandemia causata da un virus zoonotico trasmesso da un pipistrello all’uomo in Cina. “Spillover – spiega lo scrittore – è il termine che indica quel momento in cui un virus passa dal suo ‘ospite’ non umano (un animale) al primo ‘ospite’ umano, altresì detto ‘paziente zero’. Le malattie infettive che seguono questo processo le chiamiamo zoonosi”. Quammen poi aggiunge che i pipistrelli sono un grande veicolo di virus, dal momento che costituiscono il 25% delle specie di mammiferi presenti sulla Terra, e il loro sistema immunitario è più tollerante nei confronti delle estraneità presenti nel loro organismo rispetto ad altri sistemi immunitari. “Anche l’ebola sospettiamo sia stata veicolata dai pipistrelli”.

DAVID QUAMMEN: “COVID-19 PERICOLOSO”

David Quammen si sofferma poi sulla pericolosità del Covid-19, poiché i sintomi sorgono molto dopo il contagio: “Credo di aver scritto in ‘Spillover’ che siamo stati fortunati con la Sars perché era un virus molto rischioso. Si diffondeva facilmente da un essere umano all’altro e aveva un alto tasso di mortalità, quasi il 10%. E ho scritto: ‘Dio non voglia che avremo a che fare con un virus grave come la Sars che si diffonde dalle persone prima che si vedano i sintomi’. In questo momento abbiamo esattamente questo caso di virus”. Secondo Quammen vi è poi una correlazione tra l’inquinamento dell’aria e i danni ai polmoni e alle vie respiratorie, soprattutto nelle zone del mondo dove l’aria è decisamente meno pulita: “Non abbiamo ancora risposte certe ma è una domanda che merita ricerca e attenzione. È del tutto possibile che il danno ai polmoni delle persone, anche quando non si nota in circostanze normali, possa essere presente e sufficiente a renderle più vulnerabili a questo virus”.

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