David Rossi, Gotti Tedeschi “Post-it con mio numero? Non so”/ “Dato da Mussari o…”

- Emanuela Longo

Gotti Tedeschi in commissione d’inchiesta per la morte di David Rossi parla del post-it rinvenuto nell’ufficio dell’ex manager Mps con il suo numero

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David Rossi (Storie Italiane, 2022)

Il lavoro della commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi prosegue senza sosta. L’ex capo area comunicazione Mps è morto la sera del 6 marzo 2013 in circostanze misteriose. L’audizione, come segnalato dal Fatto Quotidiano, è stata immediatamente secretata su richiesta del perito balistico Paride Minervini. All’epoca dei fatti, Minervini era consulente del tribunale di Siena e la notte della morte del manager fu chiamato da un dipendente della banca per cercare di contattare uno dei magistrati senesi poco dopo il decesso.

Nel corso delle audizioni è stato sentito oggi anche Ettore Gotti Tedeschi, presidente del cda di Santander Consumer Bank ed ex presidente dello Ior. In commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi, Gotti Tedeschi ha dichiarato: “Perché c’era nell’ufficio di Rossi un post it con il mio numero di telefono? Questo non lo so. Non ne ho la più pallida idea. E mi domando perché non sia stata fatta una perizia calligrafica”. In merito alle possibili ipotesi, ha aggiunto: “Posso pensare che glielo abbia dato Mussari dicendogli ‘Se hai bisogno chiamalo’. Ma potrebbero essere stati anche Viola o Profumo”.

David Rossi, Gotti Tedeschi in commissione d’inchiesta

Ai commissari chiamati a fare luce sulla morte di David Rossi, Ettore Gotti Tedeschi ha proseguito: “Non conoscevo il dottor Rossi e non l’ho mai incontrato e se l’ho incontrato non sapevo che fosse lui”. Non ha negato le frequentazioni con il Mps, “Ma ho scoperto che esisteva David Rossi quando ho letto sui giornali della vicenda. David Rossi non mi ha mai parlato, non l’ho mai cercato in vita mia”, ha aggiunto.

Parlando dei rapporti con la banca Mps, ha spiegato di non aver mai sentito parlare di Mps nè di Banca Antonveneta quando era presidente dello Ior: “Io ero allo Ior per portarlo alla massima trasparenza possibile. Questo era il mio compito. Noi volevamo fondere, non volevamo vendere” banca Antonveneta. Ed a sua detta, Mussari “era assolutamente d’accordo a fare la fusione. Chi si oppose fu la Fondazione Mps, che non voleva diluirsi”. A proposito dei presunti quattro conti correnti riferibili a persone vicine a Mps e accesi presso lo Ior, ha aggiunto: “Io ero stato chiamato da Papa Benedetto XVI per rimettere in ordine le finanze vaticane e portare lo Ior alla massima trasparenza. Non era mio compito punire o occuparmi della chiusura dei conti. Sarebbe avvenuto conseguentemente all’applicazione delle norme che stavo mettendo in atto”.







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