Davide Brignone, fratello Federica/ “Mal visto in squadra, penso solo al suo bene”

- Mauro Mantegazza

Davide Brignone, fratello di Federica e suo allenatore, si racconta: “Mal visto in squadra, ma penso solo al suo bene”, tra il rapporto con Sofia Goggia e l’organizzazione del lavoro

Federica Brignone super-G
Federica Brignone (Foto LaPresse)

Fratello e allenatore di sua sorella Federica Brignone, un ruolo non facile per Davide, minore di tre anni e sciatore a sua volta prima che gli infortuni gli rovinassero la carriera portandolo a seguire la sorella campionessa, che nel 2020 ha regalato per la prima volta all’Italia la Coppa del Mondo generale femminile nello sci alpino. Non sempre ben visto nell’ambiente dello sci azzurro, Davide Brignone è però sereno e in una lunga intervista per il Corriere della Sera ha detto: “Lavoro per il bene di Fede, sperando che sia anche lo scopo della squadra. C’è chi la segue sul piano psicologico, io al massimo do consigli. La mente fa la differenza e Federica è solida di testa, anche se a volte tende a essere insicura: è un essere umano, come tutti”.

Davide Brignone ha riassunto così la situazione: “Faccio il tecnico e il fratello che si occupa anche delle piccole cose. Sono compagno di stanza di Federica, dei suoi giorni liberi e sono la persona con cui lei passa la maggior parte del tempo”. La prima peculiarità però è che Davide non è assunto dalla Fisi e quindi non è un tecnico federale, bensì “sono a libro paga di mia sorella” ed inoltre “a Federica avevano detto che non sarei dovuto venire alle gare: la mia presenza e il mio ruolo sono sempre mal visti anche se poi, con gli allenatori, ho buone relazioni”. L’obiettivo è chiaro: che Federica “stia bene”.

DAVIDE BRIGNONE, FRATELLO E ALLENATORE DI FEDERICA: “IL NOSTRO LAVORO E I RAPPORTI COL RESTO DELLA SQUADRA”

Per questo motivo Davide Brignone non vuole fare polemiche, tuttavia sottolinea: “Vorrei solo che a tutti stesse a cuore il bene di mia sorella”. Lo status è per così dire ambiguo: non un vero e proprio team privato come fu ad esempio per Alberto Tomba e oggi è per quasi tutte le big del Circo Bianco femminile, da Mikaela Shiffrin a Lara Gut: “Federica, io e lo skiman Mauro Sbardellotto formiamo una piccola squadra che si aggrega ai vari gruppi federali. Abbiamo indipendenza nelle scelte, ed era quello che Fede chiedeva, ma se vogliamo andare in un posto per i fatti nostri, le spese sono a nostro carico”. In teoria, Federica Brignone farebbe riferimento al gruppo Elite che comprende lei, Sofia Goggia e Marta Bassino, ma la bergamasca e la piemontese sono molto più amiche.

Su questo aspetto, Davide Brignone è diplomatico ma fa capire la situazione: “Che Federica non sia la migliore amica di Sofia è evidente. Ma non è un problema centrale: certe questioni sono risolvibili, non penso che non si possa lavorare assieme”. C’è poi mamma Ninna Quario, giornalista a bordo pista che fa storcere il naso a qualcuno: “Non ci mischiamo con il suo lavoro e spero che lei sappia regolarsi. È bello avere la mamma vicino: essendo in giro tutto l’anno, non la vedremmo mai”, spiega Davide su questo tema. Dal punto di vista tecnico “ogni gara è complicata”, ma Davide Brignone si dice sicuro che Federica non sia regredita e che, Shiffrin permettendo, potrebbe ancora sognare la Coppa del Mondo. L’obiettivo principale tuttavia è “essere al top in gigante e in super-G, pensando ai Giochi”.

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