Davide Corallo: “Chi ha ucciso Peppe Lucifora deve pagare”/ “Io non c’entro nulla”

- Alessandro Nidi

Davide Corallo ha rilasciato un’intervista a “Quarto Grado”: “Tra me e Peppe Lucifora c’era una tenera amicizia. Frequentavo casa sua, ecco perché hanno trovato il mio Dna”

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Davide Corallo (Quarto Grado, 2022)

A “Quarto Grado”, trasmissione di Rete 4 condotta da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, è stato approfondito il caso di Peppe Lucifora, il cuoco di Modica ucciso a 57 anni nel suo appartamento all’ultimo piano di una palazzina di periferia. Un giallo ancora senza soluzione: al momento non si sa chi abbia fratturato gli zigomi e la mandibola dell’uomo, per poi strangolarlo. Nel giugno 2020, Davide Corallo, carabiniere e amico della vittima, finì nel mirino degli inquirenti per via di una traccia biologica rinvenuta sul lavandino del bagno e si ritrovò in carcere, salvo poi essere assolto dopo due anni dalla Corte d’Assise di Ragusa.

“Ho sempre pensato che questa cosa doveva finire, perché io non c’entro niente, sono estraneo ai fatti e ci sto mettendo la faccia – ha spiegato Corallo nel corso del programma targato Mediaset –. Ho conosciuto Peppe Lucifora a marzo-aprile 2019 mediante un amico in comune. In quel periodo avevo una cisti sulla fronte e, siccome lui conosceva tante persone, mi portò da un dottore di sua fiducia. Ci vedevamo spesso perché dovevo fare le medicazioni. Era una brava persona, tranquillissima. Tutti gli volevano bene”.

DAVIDE CORALLO: “IO E PEPPE LUCIFORA ERAVAMO AMICI”

Sempre a “Quarto Grado”, Davide Corallo ha dichiarato di essere venuto a sapere della morte di Peppe Lucifora su Facebook, reagendo male alla notizia: “Era un amico, una persona che conoscevo. Non c’erano mai state frizioni tra noi. Mi sono trovato in caserma indagato per un omicidio che non ho commesso. Non mi sarei mai aspettato una cosa simile dai miei colleghi, ma siccome ho la coscienza a posto e credo nella giustizia, mi sono fatto coraggio. Il mio Dna nella casa di Peppe? Quell’abitazione io l’ho frequentata, ci andavo, dunque è normale che sia stato trovato”.

L’ultima volta che Davide Corallo vide Peppe Lucifora fu circa 15 giorni prima che morisse: “Tra me e lui c’era una tenera amicizia, niente di che – ha sottolineato –. Non ho idea di chi possa averlo ucciso, né ho mai avuto contatti con la famiglia di Peppe. Potrei solo dire che, accanendosi nei miei confronti, hanno sbagliato completamente persona. Sono dispiaciuto per quello che è successo, ma io non c’entro assolutamente nulla. Ora è giusto che chi ha ucciso Lucifora, paghi”.





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