Ddl Zan, Cesare Mirabelli: “Art. 4 e 7 da cambiare”/ “Problemi per famiglie e scuole”

- Davide Giancristofaro Alberti

Cesare Mirabelli, presidente emerito della Consulta in Commissione Giustizia del Senato, è convinto che gli articoli 4 e 7 del Ddl Zan vadano rivisti

Protesta Casapound contro Ddl Zan
Ddl Zan, protesta Casapound (LaPresse, 2021)

Secondo Cesare Mirabelli, presidente emerito della Consulta in Commissione Giustizia del Senato, il ddl Zan andrebbe cambiato in quanto limita la libertà di pensiero e di educazione. I problemi, secondo lo stesso, sarebbero in particolare negli articoli 4 e 7 dell’attuale testo, che andrebbero di fatto cambiati. A pubblicare l’audizione completa di Mirabelli è il sito de L’Avvenire, intervento in cui il presidente emerito della Consulta sottolinea “l’introduzione di una nuova circostanza aggravante (nell’art. 61 del Codice penale), che riguarderebbe qualsiasi reato commesso per «aver agito in ragione dell’origine etnica, credo religioso, nazionalità, sesso, orientamento sessuale, disabilità (…)» della persona offesa”.

Secondo Mirabelli bisognerebbe “salvaguardare la libertà di manifestazione del pensiero in tutte le sue modalità ed espressioni”. E a proposito del già citato sopra articolo 4, Mirabelli sottolinea “la preoccupazione di non incidere sulla libertà di manifestazione del pensiero. Lo segnala la stessa rubrica dell’articolo ‘Pluralismo delle idee e libertà delle scelte’. Tuttavia non sembra raggiungere questo obiettivo e rischia anzi di restringere l’ambito delle garanzie per la libertà di manifestazione del pensiero”, sottolineando come “non consideri i diritti della famiglia sulla formazione dei figli, e del magistero ecclesiastico (riconosciuti dall’Accordo di revisione del Concordato)”. Problemi anche per quanto riguarda l’articolo 7, quello in merito all’istituzione della giornata contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e transfobia. Stabilendo che le scuole “provvedano alle relative attività”.

DDL ZAN, CESARE MIRABELLI E IL DIBATTITO: LA SUA AUDIZIONE IN SENATO

A riguardo Mirabelli specifica: “Rientra nei compiti formativi della scuola educare al rispetto della dignità di ogni persona e al rispetto dell’eguaglianza di tutti gli individui senza alcuna distinzione. Le modalità di questo percorso educativo rientrano nella libertà della scuola e nella scuola; né possono essere oggetto di una attività formativa il cui orientamento non rispetti la responsabilità dei genitori negli indirizzi educativi, quale espressione del loro diritto e dovere previsto dall’art. 30 della Costituzione, e più puntualmente precisato dall’art. 2 del Protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.

Infine, il presidente emerito della Consulta, sottolinea come per le scuole istituite dalla Chiesa Cattolica, è da ricordare che «a tali scuole che ottengano la parità è assicurata piena libertà», invitando quindi il ddl Zan a mantenere “espressamente queste garanzie e assicuri che le attività riferite a tale disposizione rispettino la libertà della scuola e dell’insegnamento, l’indirizzo educativo dei genitori e gli impegni internazionali dello Stato”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA