Decapitò zio: 30 anni in Cassazione a Borgarelli/ Testa Albano Crocco mai trovata

- Emanuela Longo

Omicidio Albano Crocco: Cassazione condanna a 30 anni il nipote Claudio Borgarelli. L’uomo uccise e decapitò lo zio dopo lite per un terreno

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Immagine di repertorio

Claudio Borgarelli, l’ex infermiere 58enne di Lumarzo (Genova) che l’11 ottobre del 2016 uccise lo zio Albano Crocco, 65enne, decapitandolo, è stato condannato a 30 anni anche in Cassazione. Pena definitiva per l’uomo che, secondo tre gradi di giudizio, uccise e poi decapitò il parente, anche lui ex infermiere, dopo l’ennesima lite per un terreno adiacente alla casa di campagna a Craviasco, nell’entroterra genovese. Borgarelli, come riferisce Il Secolo XIX, aveva chiesto in diverse occasioni il perdono dei familiari della vittima. Nel corso del processo di primo grado il giudice lo aveva dichiarato capace di intendere e volere sia durante il delitto che nelle fasi seguenti. Tra zio e nipote le liti andavano avanti da tempo. Secondo quanto riportato dalle forze dell’ordine, Borgarelli aveva messo alcuni paletti all’ingresso del sentiero di casa per impedire l’accesso a mezzi ma quel gesto aveva portato alla lamentele di coloro che frequentano il bosco, in particolare dello zio. Il giorno dell’omicidio, Crocco ebbe una discussione con il nipote. Secondo il condannato, il 65enne aveva “osato” insultarlo. Da qui la decisione di sparare allo zio, ucciderlo e quindi decapitarlo. Il suo corpo fu gettato in un dirupo mentre la testa in un cassonetto.

DECAPITÒ ZIO: CLAUDIO BORGARELLI CONDANNATO IN CASSAZIONE

Dopo la sentenza della Cassazione sull’omicidio di Albano Crocco, con la conferma della condanna a 30 anni a carico di Claudio Borgarelli, la figlia della vittima, Daniela, ha espresso la sua grande soddisfazione, come riferisce Telenord. “Finalmente è stata fatta giustizia, anche se siamo stremati per lo strazio patito in tutti questi anni di indagini e processi, possiamo dire che ora finalmente potremo mettere una pietra sopra a questa tragedia che ci ha stravolto l’esistenza”, ha commentato. Ancora critiche, ovviamente, nei confronti del cugino killer: “se aveva i soldi per pagarsi un secondo avvocato, visto che in Cassazione al suo legale Antonio Rubino ha affiancato un principe del foro del calibro dell’avvocato Franco Coppi, che ha difeso gente come Silvio Berlusconi e Giulio Andreotti, perché non risarcisce noi vittime come stabilito dai giudici?”. Le accuse a carico di Borgarelli sono omicidio volontario aggravato dai futili motivi e occultamento di cadavere poichè la testa della vittima non è stata ritrovata.



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