Decreto Fiscale, Governo si spacca/ Fondazioni, Pos, Carcere evasori: Renzi vs Pd-M5s

- Niccolò Magnani

Decreto Fiscale, il Governo si spacca in Commissione Finanze: Renzi vs M5s e Pd, passano gli emendamenti ma è bagarre su carcere grandi evasori, Pos e Fondazioni

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Matteo Renzi. Sullo sfondo, Giuseppe Conte (LaPresse)

14 ore consecutive, più di una spaccatura nel Governo e un ok finale che sa molto di tregua tutt’altro che disarmata: il Decreto Fiscale approderà in Aula dopo che la Commissione Finanze ieri ha visto una riunione-fiume sui tanti temi e nodi che avevano già animato le discussioni interne al Governo Conte-2 nelle scorse settimane. Non sono mancate le sorprese, sia sui contenuti stessi del Dl Fisco e sia sui già delicati equilibri interni alla maggioranza giallorossa: Renzi e Italia Viva hanno votato contro alcuni provvedimenti (sul carcere ai grandi evasori e sulle fondazioni) ma anche il M5s non ha gradito alcune novità inserite e proposte dal Pd. Sono stati alla fine votati e passati i vari emendamenti al Decreto Fiscale ma non a costo zero: il Governo però si è spaccato sulle norme al carcere per gli evasori – con il Sì di M5S, Pd e Leu e il no di Italia Viva – e poi sul rinvio dell’applicazione della legge ‘spazzacorrotti‘ per equiparare le regole di trasparenza tra partiti e fondazioni. Su quest’ultimo passaggio, l’ex Premier Renzi attacca in mattinata «Di giorno sui social fanno i moralisti, di notte in commissione salvano le loro fondazioni: questa notte in Commissione alla Camera gli stesso che hanno fatto a noi la morale sulla Fondazione Open, che ha tutti i dati trasparenti e pubblica i bilanci, hanno votato per rinviare l’equiparazione tra fondazioni e partiti prevista dalla Legge Spazzacorrotti», scrive con piglio di rivalsa il leader di Italia Viva, e continua «Naturalmente tutto questo lo fanno in silenzio, alla chetichella. Italia Viva ha votato contro, la maggioranza di Governo ha votato a favore». Anche Di Maio si è detto non convinto dal rinvio della norma e poco fa, prima dell’intervento in aula del Premier Conte sul caso Mes – altro punto di distanza tra Palazzo Chigi e il Movimento 5 Stelle – ha spiegato «porcheria che va tolta. Il decreto torni subito in Commissione».

DECRETO FISCALE: TUTTE LE NOVITÀ

Le novità passate ed emendate al Decreto Fiscale sono importanti e vedono diversi stravolgimenti rispetto al testo base di legge firmato da Mattarella un mese fa: ok a carcere per grandi evasori (‘innalzamento complessivo delle pene ma meno consistente per i reati minori), ok alle multe per la mancanza dei seggiolini antiabbandono fino all’età di 4 anni, annullate le multe ai commercianti che non hanno il Pos (in attesa che vengano trovati gli accordi per ridurre le commissioni bancarie) ma anche segnalazione degli stessi all’Agenzia dell’Entrate, per continuare con gli straordinari per Polizia e Vigili del Fuoco con relative fondi. Nel Dl Fisco il Governo ha trovato il via libera per il calendario fiscale “riscritto”: la scadenza del 730 che passa dal 23 luglio al 30 settembre e cresce anche la platea di chi potrà usufruirne, «oltre ai dipendenti e ai pensionati, possono presentarlo anche i titolari di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente e i titolari di redditi di lavoro autonomo occasionale». L’Iva per assorbenti bio scende al 5% (dal 22%) mentre sulla Sanità arriva una novità dal Pd: «Sul personale della sanità arriva finalmente una terapia d’urto. L’approvazione dell’emendamento del Pd della commissione Affari sociali pone fine alla stretta sulle assunzioni che ha penalizzato il Ssn e realizza il cambiamento fondamentale per il nuovo Patto per la salute. L’aumento del tetto di spesa per il personale dal 5 al 10% nel triennio 2019-2021 corrisponde ad un incremento di 200 milioni di euro», spiega Elena Carnevali dopo la Commissione Finanze durata oltre 14 ore ieri sera.



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