Si parla del delitto di Garlasco a Storie Italiane con le parole di Alberto Marchesi, imprenditore della provincia di Pavia: cosa ha detto
Alberto Marchesi torna a parlare del sistema Garlasco stamane a Storie Italiane. L’imprenditore, in carcere per 92 giorni nella stessa cella del nipote di Flavius Savu (altro personaggio ricorrente nell’omicidio di Chiara Poggi), ha parlato di alcuni favori nei confronti della vecchia procura di Pavia, senza comunque fare nomi e cognomi.
Marchesi, che è noto con il nome di JeJe e che in passato ha conosciuto gli 883, ha spiegato: “Io ho bloccato il numero di telefono dell’ex pubblico ministero perché voleva troppe ‘scroccherie’, tipo tagliare l’erba”. Alberto Marchesi racconta di aver ceduto ogni tanto a queste richieste: “Io facevo queste cose perché avevo paura del sistema”. Sull’indagine nei suoi confronti ha spiegato: “Secondo me sono stati un po’ troppo superficiali. Una specie di stalking giudiziario? È evidente, ma non è che l’ho pensato, ho avuto modo di constatarlo”.
DELITTO DI GARLASCO, MARCHESI: “I FAVORI? TI SENTIVI IN OBBLIGO”
Di nuovo sui favori agli inquirenti: “Lo facevo perché mi sentivo in obbligo; lavorando per il presidente dell’Inter avevo a disposizione anche gli inviti allo stadio”. Quindi fa chiaramente capire che lo stesso Alberto Marchesi venisse quasi ricattato: “Perché sennò poi ti tiravano fuori i cavilli: acconsenti al favore ed evitiamo di venire a romperti le scatole”.
E ancora: “C’era questo sistema, mi dicevano: io arrivo, può andare tutto bene o tutto male, poi spiegaglielo tu al giudice”. In ogni caso, Alberto Marchesi precisa: “Io non ho fatto i favori, sennò non finivo neanche sei volte rinviato a giudizio”.

DELITTO DI GARLASCO, MARCHESI E L’INDAGINE BRESCIANA
Sull’indagine di Brescia, che sta cercando di capire se vi sia stata corruzione o meno da parte della famiglia di Andrea Sempio – ricordiamo, indagato per i fatti di Garlasco – ha spiegato: “C’è il segreto istruttorio, ma posso dire questo: io sono andato prevenuto alla procura di Brescia perché ero abituato a Pavia; in realtà mi sono trovato di fronte alla famosa frase di Gratteri: ‘La procura è qua per farvi sentire più sicuri’. Sempio ha corrotto Venditti? Premetto che io credo nell’innocenza di Venditti, ma se il dottor Venditti ha preso soldi vuol dire che era d’accordo, ma comunque sono argomenti di cui non sono a conoscenza”.
Quindi ha concluso: “Corruzione dei carabinieri? Io amplierei un po’ di più il campo delle forze dell’ordine”. Va precisato che, ovviamente, le parole di Alberto Marchesi sono le sue e restano le sue; di conseguenza, andranno verificate nei fatti. Sembrerebbe che, a riguardo, vi siano già degli “accertamenti” in corso, anche perché lo stesso imprenditore agricolo ha spiegato di essere già stato sentito dalla procura bresciana. Lo stesso avrebbe fatto delle confidenze al suo compagno di cella, il nipote di Flavius Savu, che avrebbe poi messo tutto nero su bianco, una sorta di memoriale che Alberto Marchesi ha confermato in toto, parlando di “sentito dire ma anche esperienze dirette”.
