Il delitto di Garlasco torna a Storie Italiane: Savu ha scritto una nuova lettera per ribadire la sua verità sulla morte di Chiara Poggi
A Storie Italiane si è tornati a parlare del caso di Garlasco che negli ultimi mesi sta attirando una grandissima attenzione da parte dei media tra continui colpi di scena sull’inchiesta aperta dalla procura di Pavia a carico di Andrea Sempio, su quella collaterale sul “sistema” pavese guidato – secondo alcune accuse – dall’ex PM Mario Venditti e – da ultimo, ma certamente non per importanza – sulla figura del rumeno Savu che da tempo sostiene di possedere delle informazioni scottanti su quanto accaduto a Garlasco, tali da scagionare Alberto Stasi.
Partendo, però, dalle ultime novità sulla presunta corruzione del procuratore di Pavia relativamente alla seconda indagine su Garlasco (nel 2017), secondo quanto rivelato da Storie Italiane sarebbero pronti a partire dei nuovi avvisi di garanzia per l’inchiesta a Brescia sull’archiviazione di Sempio nel 2017, probabilmente – ma è una tesi ancora da verificare – a carico di Lovati, Soldani e Grassi che potrebbero arrivare già nelle prossime ore; aggiungendosi all’ex PM Mario Venditti, a Giuseppe Sempio, padre del nuovo indagato sul delitto di Garlasco.
Roberto Grittini: “Anche se Savu raccontasse la sua verità su Garlasco non otterrà alcuno sconto di pena”
Tornando agli elementi – potenzialmente – importanti per il caso Garlasco, è emersa in queste ore sulle pagine de Il Giornale una nuova lettera scritta da Savu in cui ha spiegato che “sono stato costretto a lasciare l’Italia” relativamente a una “minaccia di morte” che avrebbe ricevuto su quanto aveva scoperto sul santuario della Bozzola, precisando che “per ora non voglio aggiungere altro” sul delitto, salvo il fatto che “credo che sia arrivato il momento di scarcerare Alberto Stasi”: la tesi di Savu è quella più volte ribadita dal nipote, ovvero che “Chiara aveva scoperto qualcosa da non rivelare” che centrerebbe con il santuario alle porte di Garlasco.

Raggiunto da Rai 1, il dottor Roberto Grittini – legale di Savu e del nipote – ha ricordato che “la paura è sempre stata caratterizzante nelle parole di Savu, posto che verosimilmente lui sarebbe il depositario di alcuni segreti su ciò che sarebbe accaduto al santuario della Bozzola“: durante gli incontri – spiega Grittini – “mi ha raccontato di cosa e di chi avrebbe paura, ma questo rimane circoscritto ai nostri colloqui” assieme anche alla (presunta) verità di Savu sul delitto di Garlasco, limitandosi a dire che “lui conosce elementi che potrebbero portare a una diversa chiave di lettura di questo omicidio”
La speranza del dottor Grittini è che “la procura di Pavia indaghi innanzitutto sulla credibilità di Savu e sulle sue dichiarazioni, anche solo per fugare alcune delle ombre”; fermo restando – ci tiene a precisare chiaramente – che “nessuno dei due [Savu e il nipote, ndr.] può ottenere alcuno sconto di pena pur raccontando quello che sanno sul delitto di Garlasco” dato che “non sono collaboratori di giustizia”: nel caso in cui parlino, “lo faranno solamente per il loro interesse personale che spiegheranno agli inquirenti”.
