Delitto Olgiata, “Winston meritava l’ergastolo”/ Manfredi Mattei: “Se lo incontro…”

- Alessandro Nidi

Manfredi Mattei, figlio della contessa Alberica Filo della Torre, uccisa nel tristemente noto “Delitto dell’Olgiata”, ha esternato la sua amarezza: “Questo è un Paese dove non paga nessuno”

Manfredi Mattei 640x300
Manfredi Mattei (foto: Facebook)

Manfredi Mattei, figlio della contessa Alberica Filo della Torre, uccisa trent’anni fa nel tristemente noto “Delitto dell’Olgiata” da parte dell’ex domestico di casa, Manuel Winston Reyes, ha parlato nelle scorse ore ai microfoni del quotidiano “Il Messaggero”, con particolare riferimento all’edizione di ieri, domenica 6 giugno 2021, rilasciando un’intervista nella quale traspare tutta la sua amarezza per la notizia dell’ormai imminente uscita dal carcere dell’uomo che pose fine alla vita di sua madre, in programma il prossimo 10 ottobre.

“Questa storia ha distrutto più vite assieme – ha asserito l’intervistato –. Se non ci fosse stato mio padre a combattere con tenacia, l’assassino sarebbe ancora a piede libero. Una famiglia normale non so come avrebbe potuto affrontare una situazione del genere. Ci siamo potuti permettere di andare avanti economicamente per anni, ma, mi chiedo, questa è giustizia?”. Ricordiamo che quando la contessa è stata assassinata, Manfredi Mattei aveva appena nove anni e quel trauma ha segnato per sempre la sua storia personale e quella del suo intero nucleo familiare.

MANFREDI MATTEI: “SE INCONTRASSI L’ASSASSINO DI MIA MADRE PER STRADA…”

Nel prosieguo del suo intervento sulle colonne de “Il Messaggero”, Manfredi Mattei ha rivelato che se mai gli dovesse capitare di incontrare per strada il killer di sua madre, la contessa Alberica Filo della Torre, gli farebbe i complimenti per essere riuscito a “sfangarsela” e a scontare appena dieci anni di carcere per un omicidio. Mattei ha affermato che, se questo accadimento si fosse verificato negli Stati Uniti d’America, Manuel Winston sarebbe stato condannato sicuramente all’ergastolo, in quanto si è trattato di un omicidio violento, a scopo di rapina, ma questo è un Paese dove non paga nessuno. Infine, l’uomo si è lasciato andare a una confidenza che consegna ai lettori tutta la sua dimensione umana: sente la mancanza della famiglia, quel senso di unità che suo padre ha cercato di mantenere vivo anche dopo la tragedia: “Io ero in villa, stavamo lì, tanto trambusto, tanta gente, i carabinieri. È stato l’inizio della fine di un certo mondo”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA