Denise Pipitone/ Felice Grieco, guardia giurata: “Sento spesso la Angioni, ma…”

- Alessandro Nidi

Denise Pipitone, si torna a parlare del suo caso a “Storie Italiane” alla presenza della guardia giurata Felice Grieco, che riprese la donna rom a Milano con una bambina

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Felice Grieco, la guardia giurata che "avvistò" Denise Pipitone (Rai)

A “Storie Italiane”, nel corso della puntata di oggi, martedì 15 giugno 2021, Felice Grieco, la guardia giurata che realizzò il video della donna rom di Milano che aveva con sé una bambina del tutto simile a Denise Pipitone, è intervenuto per commentare gli ultimi aggiornamenti connessi al caso di Mazara del Vallo: “La bambina quel giorno della sparizione secondo me si era smarrita, ha perso la concezione del luogo e qualche malintenzionato ne ha approfittato e l’ha portata via”.

Dopo le parole della giovane Mariana a “Storie Italiane”, la guardia giurata ha confermato di avere riconosciuto nella zia della ragazza la donna del filmato: “Era lei. Da cosa lo dico? Dall’attaccatura dei capelli, dalla fronte, dagli occhi, dal naso. Quando ho visto l’intervista di Mariana e le ultime immagini, ho pensato che finalmente avremmo avuto modo di risalire a tutta la storia e di scoprire la verità una volta per tutte su Denise Pipitone, ma a quanto pare è latitante e si sta faticando”.

DENISE PIPITONE, LA GUARDIA GIURATA FELICE GRIECO: “

A “Storie Italiane” si è tornati a parlare del caso Denise Pipitone, con la guardia giurata Felice Grieco, che avvistò una bimba del tutto simile alla piccola Denise. L’uomo ha confessato di essere spesso in contatto con l’ex pm Angioni, “ma i particolari non me li ha mai detti, non so nulla. L’avvocato Frazzitta mi ha chiesto un gran riserbo, di non divulgare la notizia, cosa che io ho rispettato. Non parlo di questa storia né divulgo i documenti che io ho di Mariana. Ho fatto delle ricerche in quel periodo, i campi rom in Francia sono stati sgombrati e le persone sono state trasferite agli hotel, ma io non sono riuscito a risalire alla struttura esatta”. Giovanni Terzi, intervenendo sulla questione, ha spiegato che se si vuole arrivare alla verità sul caso, occorre allontanarsi da Mazara del Vallo e indagare anche altrove, in altri luoghi.



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