DENISE PIPITONE, MARIA ANGIONI/ “Tunisia? Le autorità non hanno controllato…”

- Alessandro Nidi

Si torna a parlare di Denise Pipitone a Pomeriggio 5, e nell’occasione è stata intervistata l’ex pm Maria Angioni: le sue parole

Maria Angioni a Storie Italiane 640x300
Maria Angioni, intervista esclusiva a "Storie Italiane" (2021)

L’ex pm Maria Angioni continua ad essere uno dei personaggi più intervistati in merito al caso del rapimento di Denise Pipitone, la bimba scomparsa da Mazara del Vallo nel 2004. La pubblico ministero, rinviata a giudizio per false dichiarazioni, è tornata a parlare della sua pista tunisina, di cui non si parla d’altro negli ultimi giorni. Secondo quanto sostiene la stessa, esisterebbe la documentazione della polizia di frontiera che attesterebbe che il 2 settembre di 17 anni fa, alcune persone si sarebbero imbarcate per la Tunisia dal porto di Trapani: a bordo vi era anche una certa S.S. nata a Ragusa, ma il cui codice fiscale non apparterrebbe ad alcuna persona fisica.

“Il fatto che sia passata una bambina, indicata come una bambina con delle generalità che in realtà non corrispondono a nessuno – ha spiegato l’Angioni in diretta tv a Canale 5 – avrebbe dovuto mettere in allarme le forze dell’ordine, che avrebbero dovuto controllare, visto che il giorno prima era successo un fatto eclatante”. La ragazza in questione, una certa Sabrina, ha denunciato a sua volta l’Angioni ed ha chiesto alla procura di Marsala di poter fare il test del dna per chiarire una volta su tutte la vicenda. Ennesima falsa pista? (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

DENISE PIPITONE, MARIA ANGIONI: “SI INDAGHI ANCORA. STO RILEGGENDO TUTTI GLI ATTI”

Il caso Denise Pipitone si è arricchito di una nuova testimonianza esclusiva, quella della dottoressa Maria Angioni, ex pm, intervistata telefonicamente e in esclusiva dall’inviata di “Storie Italiane” Maria Grazia Sarrocco. Nel corso della conversazione, l’ex magistrato ha dichiarato quanto segue: “Come ho già detto più volte qualche mese fa, il mio riferimento generico a un determinato profilo Facebook che mi era stato fornito da una fonte – non certo mitomane – è interessante, perché ha tanti contatti con Denise. Il messaggio deve essere chiaro a tutti: continuate a segnalare, perché altrimenti da qui non usciamo”.

Dopo una breve battuta sul processo del 23 dicembre (“Non è collegato alle segnalazioni, quanto alle cose che ho detto in tv e per il fatto che sono andata in Procura con l’idea un po’ ingenua di essere d’aiuto, ma va bene così”), la Angioni ha detto di essersi spaventata quando si è resa conto che il 2 settembre 2004 c’era stata la partenza di una minore che, almeno finora, non risulta all’anagrafe. “Non è che uno si innamora di una tesi e segue solo quella – ha aggiunto –: qualcosa è sfuggito ai controlli, andiamo a rivedere tutte le partenze”.

DENISE PIPITONE, PARLA MARIA ANGIONI: “CONTINUIAMO A INDAGARE!”

Maria Angioni, nel prosieguo dell’intervista a “Storie Italiane”, ha asserito che tutte le persone di buona volontà come lei devono cercare di dare una mano per arrivare alla verità: Io mi sto rileggendo tutti gli atti dei processi passati, per individuare qualche elemento che possa darci degli spunti alla luce di quello che sappiamo adesso – ha affermato l’ex pm –. Io non è che so cose nuove, ma faccio un’operazione di maieutica: nel tempo, giorno dopo giorno, mi vengono delle idee. Ora non ho nuove intuizioni, qualcosa può uscire fuori dagli atti”.

Successivamente, un breve commento sull’archiviazione probabile da parte della Procura della posizione di Giuseppe Della Chiave: “Se non ci sono elementi idonei per portare l’ipotesi accusatoria a giudizio, bisogna archiviare. Ricordiamoci, però, che se ci si ferma, non riusciremo ad ottenere un risultato e capire come una cittadina italiana sia stata sottratta alla sua famiglia”. Infine, l’appello di Maria Angioni: “Non mi posso permettere di dire niente più, se non ho prima visto e riguardato bene tutti gli atti. L’importanza di essere sempre vigili deve rimanere integra. Se ci arrendiamo, non tiriamo fuori un ragno dal buco. Bisogna soltanto trovare una chiave e convincere le persone vicine a Denise Pipitone a mollare gli ormeggi. Se non c’è reato, se non ci sono colpevoli, ci dev’essere un dialogo”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA