Dermatite, errori e falsi miti/ “Non è malattia genetica e non deriva dalle allergie”

- Davide Giancristofaro Alberti

La dermatite non è sempre associata alle allergie stagionali: ecco alcuni falsi miti legati a questa malattia della pelle che può creare gravi problemi anche psicologici

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(Pixabay)

La dermatite, “l’irritazione” della pelle, è spesso e volentieri associata alle allergie stagionali, ma si tratta di un “falso mito”, un errore di valutazione che spesso e volentieri chi ne soffre fa, e che di conseguenza limita le cure al problema. «Dermatite è un termine molto generico che indica un’infiammazione della pelle, bisogna quindi sempre capire di quale forma soffra il paziente — spiega Ketty Peris, presidente della Società italiana di dermatologia SIDeMaST ai microfoni del Corriere della Sera —, distinguendo fra dermatite (o eczema) atopica, dermatiti da contatto, irritative o allergiche e altri sottotipi ancora. Le dermatiti irritative colpiscono più frequentemente lavoratori a contatto con sostanze acide o chimiche forti che danno un effetto infiammatorio in tutte le persone, mentre quelle allergiche sono reazioni a sostanze specifiche che avvengono in soggetti predisposti».

La dermatite atopica colpisce in particolare bambini, adolescenti e adulti e può avere un impatto molto negativo sulla vita di chi ne soffre, con conseguenze nelle relazioni personali e anche nel benessere psicologico. Spesso e volentieri il paziente si trova in imbarazzo a mostrarsi al pubblico, ed inoltre il continuo grattarsi crea numerosi disagi anche durante il sonno.

DERMATITE, PERIS: “E’ FONDAMENTALE PARLARE CON UN DERMATOLOGO”

«Per trovare una soluzione ai propri problemi è necessario parlare con un dermatologo: serve una diagnosi precisa e sulla base di quella prescrivere la terapia più idonea — sono le parole di Peris, direttore della Clinica dermatologica all’Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico Gemelli di Roma —. Bisogna rispettare buone abitudini quotidiane di cura e igiene della pelle, fare attenzione all’esposizione alle sostanze allergizzanti e all’abbigliamento, curare lo stile di vita, l’alimentazione e l’attività fisica». Il Corriere della Sera si domanda quindi come mai in molte persone le lesioni sulla pelle si aggravino in corrispondenza di determinate stagioni, nonostante l’affrancamento dalle allergie: «Perché è influenzata dai cambi repentini di temperatura, sempre più frequenti nel nostro Paese — precisa Gabriella Fabbrocini, direttrice della Dermatologia clinica all’Università Federico II di Napoli —. Non è una “reazione” ai pollini, ma può essere una delle tante manifestazioni a livello cutaneo di soggetti affetti anche da riniti e congiuntiviti allergiche».

A complicare ulteriormente la situazione sono il sudore, gli indumenti in materiale sintetici e stretti, ma anche i saponi aggressivi, e lo stress: «La dermatite in sé non è causata dallo stress, che però può accrescere lo stimolo a grattarsi e peggiorare lo stato delle lesioni sulla pelle — spiega Fabbrocini —. Inoltre i pazienti sono spesso stressati a causa dei sintomi: prurito, gonfiore, eritemi creano molti disagi e finiscono per generare ansia e perdita di sonno, con ripercussioni sul rendimento scolastico o lavorativo. Infine, anche le terapie possono provocare nervosismo: l’applicazione quotidiana delle pomate e la cura dell’igiene personale (o del figlio malato) richiedono tempo e dedizione, oltre che perseveranza».

DERMATITE ALLERGICA: “NON ‘ UNA MALATTIA GENETICA”

Per quanto riguarda la dermatite allergica da contatto, si manifesta solitamente in persone predisposte che entrano in contatto con agenti chimici o metalli, e solitamente riguardano le mani. Anche in questo caso vi è comunque un falso mito, ovvero, che si tratta di malattia ereditaria: «Chi ha entrambi i genitori affetti da dermatite ha un maggior rischio di svilupparla nel corso della vita, ma non è una malattia genetica, ossia sicuramente trasmissibile da padri o madri ai figli» spiega a riguardo Fabbrocini. E’ quindi fondamentale prendersi cura della propria pelle: «In conseguenza dei difetti alla barriera cutanea diversi fattori di natura microbica, irritante o allergenica possono dare inizio alla risposta infiammatoria della pelle o aumentarla — chiarisce Paolo Amerio, direttore della Clinica dermatologica all’Università D’Annunzio di Chieti —. Il principale obiettivo della cura della pelle è dunque riattivare la difesa epidermica».

«Per questo – ha proseguito – sono fondamentali prodotti emollienti, che promuovono l’occlusione della pelle e prevengono la perdita di acqua, e idratanti. Grazie al progredire della ricerca scientifica – ha aggiunto – abbiamo acquisito nuove conoscenze sulla gestione di questa malattia e il rapporto con il dermatologo è decisivo per calibrare al meglio la terapia». La scelta del prodotto più appropriato per curare la dermatite dipende dallo stadio della malattia ma anche da altre condizioni soggettive. Solitamente le creme e le lozioni richiedono pazienza e costanza e dovrebbe essere applicate su tutto il corpo due volte al giorno.





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