“Deroga zona rossa per Bergamo? Possibile”/ Locatelli: “Si pensi a un alleggerimento”

- Alessandro Nidi

Bergamo richiede una deroga per uscire dalla zona rossa e il presidente del Consiglio superiore di Sanità ammette: “Visti i dati, occorrerebbe fare una valutazione”

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Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Foto: LaPresse)

A decorrere dalla data odierna, domenica 17 gennaio 2021, la Lombardia torna in zona rossa, ma una deroga per Bergamo è possibile. È quanto ha dichiarato sulle colonne del giornale “L’Eco di Bergamo” Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità e componente del Comitato tecnico scientifico, le cui origini geografiche, peraltro, sono spiccatamente orobiche. “L’indice Rt della Lombardia – ha spiegato l’esperto – è alto, ma credo che per Bergamo, dati i numeri, i valori di incidenza e la memoria immunologica dopo il pesantissimo prezzo pagato in primavera durante la prima ondata, una valutazione di alleggerimento debba essere fatta. E la deroga è prevista dal DPCM, d’intesa con la Regione”. Pertanto, come spiegato dal quotidiano, qualora si eseguisse un’analisi epidemiologica a livello provinciale estremamente dettagliata e completa sotto ogni punto di vista e parametro, la cabina di regia del monitoraggio potrebbe davvero prendere in esame l’istanza.

DEROGA ZONA ROSSA PER BERGAMO? IL SINDACO E IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA SCRIVONO A FONTANA

Le parole di Franco Locatelli rafforzano così la richiesta di deroga relativamente alla zona rossa per quanto concerne la città di Bergamo, avanzata dal sindaco, Giorgio Gori, e dal presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli, i quali hanno scritto, firmato e spedito una missiva indirizzata al presidente della Lombardia, Attilio Fontana, e all’assessore Letizia Moratti, affinché possano tenere conto della domanda e se ne facciano portavoce di fronte agli esponenti del Ministero della Salute. Come si legge nella lettera, “la situazione del nostro territorio, probabilmente proprio in ragione dell’estesa platea di cittadini entrati in contatto con la malattia nella scorsa primavera, intorno al 30% della popolazione secondo le diverse indagini sierologiche condotte nei mesi successivi, oltre che in ragione di una diffusa consapevolezza, tra i cittadini bergamaschi, riguardo alla necessaria osservanza delle regole volte alla prevenzione dei contagi, appare in questa fase peculiare. Il dato crediamo più significativo è quello relativo all’incidenza dei nuovi contagi, indicatore che colloca la provincia di Bergamo, con 61 nuovi casi ogni 100mila abitanti, ben al di sotto della media regionale (122) e ancor più dei territori (Mantova, Como, Sondrio, Milano, Varese) che presentano valori superiori a 200″.

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