DIARIO SANREMO 2021/ Caro Ibrahimovic, sbagli: anche gli atleti possono fare politica

- Paolo Vites

Zlatan Ibrahimovic donerà tutto il suo compenso del Festival di Sanremo 2021 in opere di beneficenza. E se arrivasse Lukaku…

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic

Certamente gioca a suo sfavore la scarsa conoscenza della lingua italiana e anche quella timidezza di chi non è abituato a stare su un palcoscenico, tipico di uno sportivo come vediamo sempre nelle conferenze stampa dopo una partita di calcio, ma è proprio difficile, al di là delle tifoserie di squadra, definire Zlatan Ibrahimovic “una persona simpatica”. Lo si è visto nella conferenza stampa di oggi al Festival di Sanremo 2021, dove era l’ospite d’onore insieme alla brava attrice Matilda De Angelis che si sta facendo seppur molto giovane un nome all’estero, avendo partecipato alla fiction The Undoing con Nicole Kidman e Hugh Grant. Quando un giornalista gli ha chiesto se Amadeus farà la sorpresa di far trovare come ospite il calciatore interista Lukaku con cui lo svedese ha da anni un pessimo rapporto, sfociato recentemente in un duro scontro durante il derby di Coppa Italia, Ibra ha risposto quasi alzando le spalle “Se viene è benvenuto”. Come a dire, non me ne frega niente di lui.

Altra brutta scivolata, decisamente peggiore, l’ha presa quando gli hanno chiesto del caso LeBron James, il giocatore afroamericano di basket molto impegnato nel movimento Black lives matters. Nel corso di una intervista a una tv svedese infatti il calciatore del Milan gli aveva detto di smetterla di fare politica e occuparsi solo di sport, immediatamente attaccato per queste parole con l’accusa di razzismo. In realtà lo stesso Ibra da giovane è stato vittima di razzismo, come ammise lui stesso, da parte degli svedesi (“Se mi fossi chiamato Andersson o Svensson, mi avrebbero difeso anche se avessi rapinato una banca”  disse). Così anche oggi ha ribadito la sua posizione “Noi atleti uniamo il mondo, la politica divide il mondo, gli atleti devono fare gli atleti, i politici devono fare politici. Nel mio sport ci sono atleti da tutto il mondo e tutti sono benvenuti. Non siamo bravi in altre cose: questo voleva essere il mio messaggio. Nessuno puntava al razzismo“. Non funziona così, altrimenti anche le canzoni dovrebbero essere tutte canzoni d’amore e nessun cantante, impiegato di banca, docente, giornalista, casalinga, dovrebbe far politica.

Ma una sorpresa almeno Ibra l’ha riservata. Raccontando del periodo in cui ha giocato a Los Angeles, ha detto che Hollywood è un mondo che lo incuriosisce, poi rivolgendosi a Matilda De Angelis le ha chiesto se le andrebbe di girare un action insieme a lei. La cosa più significativa è stata però la dichiarazione che il suo compenso (pare 250mila euro) saranno tutti devoluti in beneficenza. Questo sì ce lo rende simpatico. Rassicurando i suoi tifosi per l’impegno sanremese: “Quelli che mi conoscono sanno che sono un professionista e non devo dire io che arrivo primo. Quando gioco il mio calcio sono molto concentrato. C’è un motivo per cui Amadeus mi ha chiamato: vuole spaccare tutti i record, e mi sono presentato“. Mr. Simpatia, dicevamo. 

Un ricordo infine e un applauso commosso in sala stampa è andato a Claudio Coccoluto, il dj italiano più famoso al mondo, deceduto proprio stamattina a soli 59 anni. Una bella persona che si era sempre distinta per la sua umanità e gli sforzi per tenere i giovani lontani dal mondo della droga che circola abbondante nelle discoteche. Amadeus ha promesso che questa sera ci sarà un momento in suo ricordo.

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