Diego Abatantuono: “Droga? A Milano p*ppavamo tutti”/ “No eroina, solo popper…”

- Alessandro Nidi

Diego Abatantuono ha raccontato di sé, del suo passato (compreso il rapporto con le sostanze stupefacenti) e della paura causata dallo tsunami alle Maldive

Diego Abatantuono
Diego Abatantuono

Diego Abatantuono è intervenuto sulle colonne del quotidiano “La Repubblica”, sulle quali ha parlato di sé a tutto tondo, a partire dalla sua gioventù sino a giungere alle sue disavventure, come quella vissuta alle Maldive, dove è stato colto di sorpresa con la sua famiglia da uno tsunami. L’attore, a tal proposito, ha asserito: “Tra le microsfighe della mia vita, c’è stata quella di trovarmi con la famiglia alle Maldive, vedere l’acqua ritirarsi aspettando, sbagliando, di essere travolti. Quando ha invaso la stanza, mi sono messo riempire le valigie di acqua e Coca-Cola, per poi scappare sul tetto. Ma pesava e mi è venuto il colpo della strega. Cercavo di non far trapelare la paura ai ragazzi, ho scoperto che non c’ero riuscito”.

Da adolescente, Diego Abatantuono soffriva per la sua acconciatura: “I capelli ricci sono stati una delle grandi tragedie adolescenziali. Contava solo chi aveva il ciuffo. Passavo interi pomeriggi con la piastra. Quando mi sentivo figo uscivo, ma viaggiavo in bus e a Milano il clima non concedeva possibilità. Mentre aspettavo che salisse la ragazza con cui dovevo andare a ballare mi vidi riflesso, i capelli dritti in un’orrida calotta. Sono tornato a casa, lei non l’ho vista mai più”.

DIEGO ABATANTUONO E LA DROGA: “PIPPAVAMO QUASI TUTTI A MILANO”

Nel suo nuovo libro, riferisce “La Repubblica”, Diego Abatantuono ha raccontato anche di quando a Milano “quasi tutti facevamo uso di droga”. A tal proposito, l’attore ha puntualizzato: “Non ho mai assunto eroina, al Giambellino avevo visto morire troppa gente. Ho fatto in modo di fermarmi in anticipo, mai sull’orlo del baratro, ho sempre conosciuto me stesso e i miei limiti. Per un momento fu di moda il popper, una fialetta che credo servisse per rianimare le persone e a noi provocava un riso irrefrenabile. Ricordo una notte in diciotto dentro lo stanzino delle luci, uno sull’altro, incapaci di fermare le risate. Sono cose che puoi fare poche volte e lo stesso accadde con la cocaina. Fu una fase di passaggio che mi aiutò a distinguere”.

Tra le passioni di Abatantuono, figura anche quella per i bambini. Lui ha sempre pensato che non avrebbe avuto figli quando era giovane, convinto che il mondo sarebbe diventato “una m*rda. Ho azzeccato, ma solo in parte. Quando trovi una donna a cui vuoi bene, non bastano le tue scelte. Con i miei genitori non ricordo gli abbracci, il trasporto che ho io per i miei figli”.





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