Diego Abatantuono/ “Non rifarei mai Attila, ora sono nonno. Rimpianti? Ne ho due…”

- Carmine Massimo Balsamo

Diego Abatantuono tra i doppiatori del nuovo film Netflix “Il mostro dei mari”: “Mi piace lavorare per i bimbi, sono un pubblico affascinante”

Diego Abatantuono
Diego Abatantuono

Una carriera eccezionale, decine di successi e di chicche rimaste nella storia del cinema italiano. Ora per Diego Abatantuono una nuova avventura, quella da doppiatore nel film d’animazione Netflix “Il mostro dei mari”. Intervenuto ai microfoni de Il Messaggero,  il 67enne si è raccontato a tutto tondo e ha ammesso che oggi non rifarebbe Attila: “E’ una questione di rispetto per se stessi. Io non faccio tutto quello che mi chiedono di fare”.

Argomentando la sua posizione, Diego Abatantuono ha spiegato che alla sua età non potrebbe fare Attila cinquant’anni dopo: “Preferisco fare meno cose, ma che abbiano una dignità”. Ripercorrendo la sua straordinaria carriera, il comico ha ammesso di avere due rimpianti: “La regia. E il teatro. Avrei voluto farne di più. Il mio problema è che sono troppo pigro, faccio due film all’anno e mi basta. La regia assorbe tempo. Tutto ciò che mi fa cambiare le abitudini mi affatica”.

DIEGO ABATANTUONO E LA PREOCCUPAZIONE PER IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Pronto a fare il “supernonno” nel film per famiglie “Improvvisamente Natale”, Diego Abatantuono si è soffermato sull’avvento delle piattaforme streaming e ha ammesso di lavorare di più da quando c’è il Covid: “Poi, non voglio fare il veggente, ma sono anni che dico che i film dovrebbero uscire in contemporanea a pagamento sulla piattaforma e nelle sale. Ma nessuno mi prende sul serio”. Per quanto riguarda i progetti futuri, Diego Abatantuono ha spiegato che sta valutando un paio di proposte, ma anche di affrontare pigramente l’estate, poiché “spaventato da questa superficialità climatica imperante”: “Non posso accettare che la questione climatica non sia presa sul serio. Ha visto come ne parlano sui tg? Col sorriso. Come se non fosse una tragedia. Il mio sogno è convincere un gruppo di persone benestanti a finanziare dei raduni in cui i giovani più preparati si confrontino su temi come la desalinizzazione, l’irrigazione, la mancanza d’acqua”.







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