Una ricerca pubblicata su Nutrients ha cercato di capire se esista una correlazione fra la dieta e l'autismo: ecco che cosa è emerso
La dieta può essere una delle cause dell’autismo? È quello che ci si è domandati di recente sulla rivista Nutrients, secondo cui potrebbero esservi delle correlazioni fra l’insorgere dello spettro autistico, nonché le abitudini alimentari. Il focus è stato in particolare sul microbiota intestinale ed è emerso che i bimbi con lo spettro consumassero meno verdure e più dolci, suggerendo quindi una correlazione fra dieta e ASD, e viceversa.
Spesso e volentieri l’autismo è associato a problemi gastrointestinali, ma anche ad alimentazione selettiva, ansia e irregolarità immunitarie, che penalizzano la qualità della vita di chi ne soffre. Si tratta di una serie di “sintomi” che hanno attirato gli addetti ai lavori per cercare di comprendere come l’intestino agisca sul cervello e viceversa. Un recente studio sugli animali ha infatti evidenziato che il microbiota intestinale può influenzare il comportamento, anche se c’è da dire che le ricerche sull’uomo – da questo punto di vista – hanno dato risultati contrastanti. Non vi è quindi certezza che le alterazioni microbiotiche nei DSA siano una causa o un effetto, ma il lavoro pubblicato su Nutrients potrebbe fare maggiore chiarezza.
DIETA E AUTISTMO, LO STUDIO: ECCO COME SI E’ SVOLTO
I ricercatori hanno infatti analizzato con attenzione le abitudini alimentari di bambini con lo spettro autistico e quelle di bimbi senza ASD, di modo da capire quanto influissero la diversità microbica intestinale e la dieta. In totale sono stati esaminati 17 bambini con lo spettro e 8 loro fratelli senza, oltre a 27 genitori reclutati da un centro clinico italiano. Le analisi hanno poi incluso un campione familiare più ampio di 79 persone, ossia 26 bimbi con ASD, 12 fratelli senza e 41 genitori. Sono stati quindi analizzati batteri e funghi e, nel contempo, sono stati compilati dei diari alimentari di tutto ciò che mangiavano i bimbi in sette giorni. I risultati non hanno mostrato alcun legame significativo fra la composizione del microbioma intestinale e la diagnosi di autismo, e la diversità batterica è risultata simile fra i bambini con ASD, nonché i loro genitori e i loro fratelli senza spettro.
Sono però emerse, al contrario, delle distinzioni nei modelli alimentari, ed è qui che entra in gioco la dieta. I bambini con ASD consumavano molti più dolci e cibi zuccherati rispetto agli altri; nel contempo mangiavano meno verdure rispetto ai fratelli senza spettro autistico e ai loro genitori. Questo risultato non è invece stato riscontrato fra i fratelli senza spettro e i propri genitori. Differenze minime sono emerse anche per quanto riguarda la frutta, ma in ogni caso non sono apparse significative tali da giustificare la presenza dell’ASD.
DIETA E AUTISTMO, LO STUDIO E I RISULTATI EMERSI
Come interpretare questi dati? Per i ricercatori bisognerebbe ampliare la platea a un pubblico più numeroso per avere dati statistici più rilevanti, ma sicuramente questi risultati suggeriscono delle preferenze alimentari fra i bambini con lo spettro autistico che si differenziano dagli altri, evidenziando come i comportamenti alimentari selettivi siano una caratteristica distintiva del gruppo ASD.
In attesa di ulteriori approfondimenti, non va dimenticato che solo in Italia si stima che vi siano circa 600.000 persone che abbiano un disturbo dello spettro autistico, anche se i numeri potrebbero essere sottostimati, visto che molti “pazienti” potrebbero non essere stati effettivamente certificati. La maggior parte si tratta di giovani sotto i 20 anni e, inoltre, il numero delle diagnosi è dato in aumento negli ultimi anni a causa di una maggiore consapevolezza del problema e dei migliori strumenti diagnostici. Si tratta, purtroppo, di una malattia neurodegenerativa che non tende a migliorare nel tempo, ma anzi a peggiorare, e spesso e volentieri questi ragazzi devono essere seguiti H24 da genitori o, comunque, da persone specializzate.
