DIETRO IL PNRR/ Sapelli: non si può governare senza e contro il Parlamento

- Giulio Sapelli

Le ultime riunioni sul Pnrr che il Consiglio dei ministri ha svolto dinanzi a una nazione ormai narcotizzata sono state devastanti per lo spirito pubblico

sondaggi politici quirinale
Mario Draghi e Daniele Franco in Cabina di regia (LaPresse)

Che cosa succede in Italia? Il geiger finanziario dei prezzi delle materie prime energetiche e alimentari non cessa di sconvolgere i bilanci delle famiglie e delle imprese e i timori di una recessione di lunga durata sono fortissimi e giustificati. Eppure nulla si muove, il Governo italico di Mario Draghi non si muove.

Il penultimo Consiglio dei ministri (19 maggio 2022, ndr) pare sia stato dedicato a un’operazione di comunicazione che ricorda le riunioni aziendali dei manager responsabili dei rapporti con le istituzioni e i clienti. La politica sempre più non solo scompare, ma falsificando elaborazioni sociologiche dottissime non riappare neppure sotto altre forme: semplicemente scompare del tutto perché si trasforma in amministrazione.

Alessandro Mangia ed io abbiamo definito il modo di assumere le decisioni nella gabbia d’acciaio del pilota automatico dell’Ue come un ritorno al neocameralismo prussiano, ossia a una procedura tecnica della decisione che diveniva e diviene solo burocratica e non più politica.

La politica ha bisogno di legittimazione, non solo di rappresentanza, e la sola legittimazione che è democratica e costituzionale è quella parlamentare. Non si sfugge da questo legame organico con i fondamenti costituzionali della nuova Europa del secondo dopoguerra.

Ma è proprio questo vincolo che la gestione del Pnrr nega nel suo modus operandi e nel suo ridursi solo a un’operazione di propaganda, mentre mancano le forze dei Comuni e delle Regioni per realizzare i programmi. Del resto le Provincie e le Camere di commercio sono state distrutte e senza articolazioni intermedie non è possibile svolgere una così colossale opera di realizzazione e rendicontazione. È questo che a Draghi sfugge e – questo può essere meno grave – sfugge anche a Mattarella. Allora il fatto grave è gravissimo e il corifeo dei pochi costituzionalisti non di corte sopravvissuti non cessa inascoltato di evidenziarlo.

Le ultime riunioni sul Pnrr che il Consiglio dei ministri ha svolto dinanzi a una nazione ormai narcotizzata sono state devastanti per lo spirito pubblico. Tutto sembra normale, mentre normale non è. Non si può governare senza e contro il Parlamento. Il processo in corso in Italia spaventa anche un vecchio elitista come me che ha fatto di Pareto, Mosca e Ortega y Gasset i suoi maestri. Mala tempora…

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI





© RIPRODUZIONE RISERVATA