Digital Tax per “pagare” Recovery Fund/ Irlanda e Lussemburgo si oppongono

- Davide Giancristofaro Alberti

Recovery Fund: l’Ue potrebbe finanziare il fondo con la Digital Tax anche se sono diverse le nazioni che si oppongono, a cominciare da Irlanda e Lussemburgo

Paolo Gentiloni
Paolo Gentiloni, Commissario agli Affari Economici Ue (LaPresse)

Il fondo messo a disposizione dall’Unione Europea per le nazioni colpite da crisi economica dopo l’epidemia di coronavirus, più comunemente noto come Recovery Fund, obbliga la stessa Ue a trovare i soldi necessari a finanziare il fondo di cui sopra. Di questo hanno discusso ieri, come ricorda l’edizione online dell’Huffington Post in data 12 settembre, i ministri finanziari dell’Unione Europea nella riunione informale dell’Ecofin tenutasi a Berlino. Paolo Gentiloni, ex presidente del consiglio e attuale commissario europeo all’Economia, ha commentato: “Senza un accordo globale in sede Ocse, la Commissione farà una propria proposta all’inizio del 2021”. Gli fa eco il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, che ha spiegato: “Speriamo si facciamo progressi in sede Ocse”, riferendosi in particolare alle trattative attualmente in corso per un accordo sulla Digital tax con gli Stati Uniti e Donald Trump (che fino ad oggi è stato invece sempre contrario): “Altrimenti – ha aggiunto Valdis Dombrovskis – nella prima metà del 2021 presentiamo la nostra proposta”.

RECOVERY FUND SOVVENZIONATO CON LA DIGITAL TAX? IL COMMENTO DI SCHOLZ

“Non possiamo contrarre debito senza avere idea di come ripagarlo”, ha invece spiegato Olaf Scholz, ministro tedesco. Sulla Digital Tax anche in Europgruppo sono state registrate delle resistenze, come ad esempio quelle dell’Irlanda, che da tempo ha messo in pratica degli sconti fiscali importanti nei confronti dei cosiddetti giganti del web, e così anche il Lussemburgo, altro paradiso fiscale per le multinazionali mondiali. “Per ripagare il debito – ha aggiunto Scholz – abbiamo bisogno di nuove risorse proprie. Abbiamo discusso di estendere l’Ets al trasporto aereo e marittimo, abbiamo parlato della ‘carbon tax’, della ‘digital tax’ e di una tassazione sulle transazioni finanziarie”. Scholz ha proseguito e chiosato: “Non importa cosa decidiamo ma dobbiamo prendere una decisione in tempi brevi. Questo è il momento per fare progressi su questo tema e possibilmente cambiare il sistema: servirebbe a lanciare il segnale di una Europa forte”. Se non si trova la quadra sulla Digital tax, o su altre eventuali tasse, c’è un’unica opzione, far saltare il Recovery Fund, ma al momento sembra impossibile.

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