DILETTA BELLOTTI/ “La mia lotta contro le mafie? Ho avuto paura per la mia vita”

- Emanuele Ambrosio

Diletta Bellotti è una de Le Ragazze della nuova edizione del programma di Rai3: la sua campagna #pomodorossirossosangue tra caporali e …

Diletta Bellotti

Diletta Bellotti è una ragazza di 24 anni che combatte per ciò in cui crede e che si è già trovata a confrontarsi con il mondo mafioso. “La mia è una lotta contro le mafie, quindi non una lotta facile. – ha raccontato a Le Ragazze, su Rai 3 – Mi sono avvicinata alla questione dei braccianti agricoli principalmente leggendo. Era una questione conosciuta poco, di nicchia quasi. È traumatizzante scoprire che in Italia ci sono persone che vivono nelle baraccopoli, spesso senza elettricità e acqua potabile. Sono degli invisibili, spesso vittime di mafia e ammazzati.” Un’indagine non facile: “Ho avuto molta paura per la mia vita, non era facile stare lì, vivere lì in quelle baraccopoli e sapere di chi puoi fidarti e di chi no.” (Aggiornamento di Anna Montesano)

Chi è Diletta Bellotti?

Diletta Bellotti tra le protagoniste de Le Ragazze, il programma di Rai3 che racconta storie di vita di donne che sono state ventenni negli anni ’40, ’50, ’60, ’70, ’80, ’90 oppure giovani donne dei tempi di oggi che, complice il loro approccio e sguardo, hanno illuminato e cambiato alcuni eventi della storia recente del nostro paese. Tra queste donne c’è anche Diletta Belotti, attivista romana che nell’estate 2019 ha realizzato la campagna #pomodorirossosangue contro lo sfruttamento dei braccianti agricoli del meridione. Intervistata dal giornaledelcibo.it, la Bellotti ha raccontato la sua battaglia: “è nata dalla necessità di capire, dopo gli studi, non solo quale fosse la causa per me più importante, ma anche per la quale potessi essere utile”.

Una battaglia che l’ha portata a conoscere ed approfondire il tempo del caporalato tornando in Italia dopo un periodo di studi ed esperienze all’estero. Del resto il fenomeno del caporalato non è da sottovalutare visto che anche Medici per i Diritti Umani hanno raccontato come questa cosa danneggi gravemente la salute di migliaia di persone nelle campagne del Meridione e non soltanto. Per poter vivere in prima persona cosa significasse, la giovanissima Diletta si è calata nei panni dei braccianti agricoli entrando proprio in un ghetto, quello di Borgo di Mezzanone in Puglia.

Diletta Bellotti e l’impegno nella campagna #pomodorirossosangue

Così Diletta Bellotti è diventata una bracciante dormendo nel retrobottega di un negozio alimentare guadagnandosi da vivere girando le sigarette. La giovane non è mai andata nei campi in quanto era troppo pericoloso per lei. Proprio la ragazza ha raccontato: “non ho fatto niente di pratico per aiutare i braccianti, ma è stato un mese fondamentale per rafforzare il mio percorso: ho incontrato gli attivisti braccianti che organizzavano le manifestazioni, li ho sentiti parlare, ho dormito nelle baracche con loro, mi sono svegliata alle tre per preparare il caffè prima che andassero a fare la raccolta, li ho visti sfruttati, speranzosi, arrabbiati.

E mi hanno trasmesso una forza che adesso non si estinguerà mai, grazie alla quale un giorno qualcosa cambierà”. Sicuramente questa esperienza ha segnato la vita di Diletta che ricorderà per tutta la vita. “Ho smesso di avere paura e ho confermato quello che sapevo già” – ha detto la giovanissima precisando – “i caporali non vanno criminalizzati perché sono parte di processo di violenza strutturale, piuttosto vanno criminalizzati i capi d’azienda che assumono i caporali per sfruttare i braccianti”.

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