Disastro Pioltello, chiesto processo per 9 persone e Rfi/ Ex ad Gentile tra imputati

- Emanuela Longo

Disastro ferroviario di Pioltello, udienza preliminare: chiesto il rinvio a giudizio per 9 persone e per la stessa società Rfi, c’è anche ex ad Gentile

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Treno deragliato a Pioltello

Si è svolta ieri l’udienza preliminare per il disastro ferroviario di Pioltello del 25 gennaio 2018 in cui morirono tre persone e ne rimasero ferite decine. Un disastro che, secondo la procura di Milano, era prevedibile ed evitabile se solo si fossero prese in considerazione le segnalazioni degli addetti alla manutenzione. Alla luce di ciò la procura è tornata a chiedere al gup Anna Magelli il rinvio a giudizio per 9 persone, come riferisce il quotidiano Repubblica nell’edizione online. Al termine della lunga e complessa indagine, gli inquirenti hanno formulato le accuse che vanno dal disastro ferroviario colposo all’omicidio colposo plurimo, dalle lesioni colpose alla violazione delle normative sulla sicurezza.

Tra gli imputati si segnalano due manager dell’epoca di Rete ferroviaria italiana, tra cui l’ex ad Maurizio Gentile (attuale commissario straordinario per la messa in sicurezza della A24 e A25) e Vincenzo Macello, anche lui di Rfi e scelto dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti come commissario straordinario per cinque opere tra cui l’Alta velocità Brescia-Verona-Padova. I pm hanno chiesto il processo anche per la stessa società mentre un decimo imputato ha chiesto e ottenuto di patteggiare a 3 anni e mezzo di carcere.

DISASTRO PIOLTELLO, CHIESTO PROCESSO PER 9 PERSONE

Dalla maxi relazione dei consulenti dei pm era emerso che il disastro di Pioltello era stato causato dallo  “spezzone di rotaia” di 23 centimetri che si fratturò nel cosiddetto ‘punto zero’ per “un danneggiamento ciclico irreversibile generato da condizioni di insufficiente manutenzione”. Lo stesso è stato ricostruito dal pm Ripamonti nel corso dell’udienza. Eppure non si intervenne subito ma si programmò il lavoro per l’aprile successivo. Nel procedimento ci sono 65 parti civili tra passeggeri, familiari delle vittime e associazioni. Secondo la tesi della procura, “nonostante i ripetuti e frequenti episodi di rotture” dei giunti “su tutto il territorio nazionale”, Rfi non fece nulla perché fosse “assicurata la rapida sostituzione di tutte le parti ammalorate”. Inoltre dalle indagini è trapelato che il problema del giunto fosse noto da mesi ma si scelse di non agire tempestivamente al punto che i ritardi “nella programmazione delle attività di sostituzione” hanno portato a un suo “irreversibile ammaloramento” che portò al cedimento definitivo. Dopo gli interventi delle difese, l’udienza preliminare verrà aggiornata ad altra data.



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