Disfunzione sessuale dopo sospensione depressivi/ Persistente alla fine della terapia

- Matteo Fantozzi

Disfunzione sessuale dopo sospensione depressivi: l’Ema cambia la scheda tecnica di alcuni farmaci visto che il problema in alcuni casi potrebbe essere permanente.

depressione 2019 pixabay
Disfunzione sessuale dopo sospensione depressivi

Un nuovo studio sostiene che la disfunzione sessuale possa essere persistente dopo la sospensione dei farmaci anti depressivi. Si chiama PSSD (disfunzione sessuale post – SSRI) ed è stata riconosciuta recentemente. L’EMA infatti ha aggiornato la scheda tecnica di alcuni farmaci che appartengono alle classi SNRI e SSRI. Pare che la causa di questo disturbo sia iatrogeno e non psicologico, ma rimane comunque da accertare con maggiore chiarezza. La diagnosi infatti è puramente anamnestica e al momento non ci sono dei trattamenti che possano evitare questo problema. Sicuramente dovranno essere effettuati altri studi su un argomento che potrebbe riguardare moltissime persone.

Disfunzione sessuale dopo sospensione depressivi: la decisione del Royal College

In merito alla disfunzione sessuale dopo la sospensione degli anti depressivi si è pronunciata anche il Royal College of Psychiatrist inglese. Di recente infatti ha specificato di rendere più restrittive le linee guida rispetto a questi farmaci, andando a riconoscere che alla sospensione di questi medicinali possa portare a una disfunzione grave e in alcuni casi persistenti. Si tratta di una condizione che sicuramente colpisce anche la mente delle persone che ne sono affette e può portare a risvolti negativi anche dal punto di vista psicologico. Sono stati lanciati nuovi studi legati anche a come combattere la cosa in pazienti che ormai da anni ci convivono. E in Italia? Al momento tutto tace, ma di certo la scheda dell’EMA è già un segnale importante.



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