Distanziamento sociale sugli aerei: perché non c’è?/ Cosa cambia rispetto ai treni

- Dario D'Angelo

Distanziamento sociale: perché sugli aerei non c’è e sui treni sì? Domanda e risposta dopo lo stop alla possibilità di viaggiare sui binari a capienza piena.

Virus in Cina
Controlli sugli aerei, foto LaPresse

Perché il distanziamento sociale sugli aerei non c’è? Questo l’interrogativo che in molti si sono posti dopo il polverone di polemiche sollevato dalla temporanea – poi ritirata – sospensione delle norme che impedivano ai treni di viaggiare a capienza piena. Come riportato da Il Corriere della Sera, il motivo va rintracciato nella decisione assunta lo scorso mese di giugno, quando il governo italiano decise di rimuovere l’obbligo di distanziamento sociale a bordo degli. La scelta non era campata in aria ma seguiva le linee guida dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa), secondo cui per salire a bordo basta indossare la mascherina e avere una temperatura corporea inferiore ai 37,5 gradi di centigradi. Con questa decisione, l’Italia si riallineava di fatto al resto del continente facendo tornare a respirare in particolare le low cost che hanno potuto così riprendere a vendere i biglietti per tutti i posti dei velivoli.

Distanziamento sociale perché sui treni sì e sugli aerei no?

In realtà il Dpcm in questione segnalava che nel “settore aereo” era sì previsto l'”obbligo di distanziamento interpersonale di un metro a bordo degli aeromobili, all’interno dei terminal e di tutte le altre facility aeroportuali (bus per trasporto passeggeri)” ma — e questa era la novità maggiore – era “consentito derogare al distanziamento interpersonale di un metro, a bordo degli aeromobili, nel caso in cui l’aria a bordo sia rinnovata ogni tre minuti, i flussi siano verticali e siano adottati i filtri Epe, in quanto tali precauzioni consentono una elevatissima purificazione dell’aria”. Salvatore Sciacchitano, primo italiano della storia a guidare l’Icao, l’organizzazione internazionale dell’aviazione civile, sentito dal Corriere della Sera, ha spiegato che in aereo “l’aria è pulita come quella delle sale operatorie degli ospedali”. Gli ingegneri dei costruttori Boeing e Airbus sostengono che negli aeromobili circoli aria al 50% presa da fuori e al 50% da dentro (ma filtrata) per 20-30 volte all’ora: di fatto ciò che respiriamo cambia ogni 2-3 minuti. Il fatto poi che l’aria venga sparata dall’alto verso il basso secondo gli esperti evita che eventuali particelle contagiose possano andare in giro in cabina. Restano in ogni caso valide le regole dell’Easa, con i viaggiatori chiamati a ricordare di cambiare la mascherina ogni 4 ore circa e quindi invitati ad “assicurarsi di portarsene un numero sufficiente per concludere il viaggio”.

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