Dl sicurezza illegittimo, motivazioni sentenza Consulta/ “Viola pari dignità”

- Carmine Massimo Balsamo

Dl sicurezza illegittimo, le motivazioni della sentenza della Consulta: l’articolo 13 rappresenta un provvedimento “irrazionale e discriminatorio”

dl sicurezza
Matteo Salvini (LaPresse)

Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale sui dl sicurezza targati Matteo Salvini. Come vi abbiamo raccontato, lo scorso 9 luglio la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il divieto di iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo, evidenziando quest’oggi che l’articolo 13 del primo decreto sicurezza del 2018 rappresenta un provvedimento «irrazionale e discriminatorio». Come riportano i colleghi di Adnkronos, secondo i giudici l’esclusione dei richiedenti asilo dall’iscrizione anagrafica «finisce con il limitare le capacità di controllo e di monitoraggio dell’autorità pubblica su persone che soggiornano regolarmente nel territorio statale, anche per lungo tempo, in attesa della decisione sulla loro richiesta di asilo». Verrebbe meno, dunque, l’intento di aumentare il livello di pubblica sicurezza.

DL SICUREZZA ILLEGITTIMO: LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DELLA CONSULTA

I dl sicurezza violano l’articolo 3 della Costituzione sotto due distinti profili per la Consulta. Come evidenzia Adnkronos, in primo luogo «è viziata da irrazionalità intrinseca in quanto, rendendo problematica la stessa individuazione degli stranieri esclusi dalla registrazione, è incoerente con le finalità del decreto che mira ad aumentare il livello di sicurezza». In secondo luogo, il decreto di Matteo Salvini riserva ai richiedenti asilo un trattamento «irragionevolmente differenziato» rispetto ad altre categorie di stranieri, già soggiornanti in Italia ed agli italiani. E la Corte Costituzionale ha inoltre osservato che «la violazione del principio di uguaglianza enunciato all’articolo 3 della Costituzione assume in questo caso anche la specifica valenza di lesione della pari dignità sociale». Esclusa l’evidente mancanza dei presupposti straordinari di necessità e urgenza.

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