Dodi Battaglia/ “Bello essere nonno, i Pooh? Siamo tutti bravi ragazzi, i miei…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Dodi Battaglia e la bella intervista rilasciata negli studi di Oggi è un altro giorno, in diretta su Rai Uno: le parole dello storico chitarrista dei Pooh a Serena Bortone

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Dodi Battaglia a Oggi è un altro giorno (Rai Uno)

Dodi Battaglia ha ripercorso la sua carriera raccontando aneddoti e curiosità negli studi di Oggi è un altro giorno. Dopo un’introduzione doverosa per Stefano D’Orazio, scomparso pochi giorni fa, il chitarrista dei Pooh ha parlato della sua famiglia: “Con due moglie ho fatto figli, con una mi son fermato un attimo prima delle nozze. Sono rimasto con loro in buoni rapporti, persone intelligenti che non hanno mai messo ostacoli. Come mai sono finiti? Alcuni erano iniziati da ragazzino, quando per me esisteva solo la chitarra. In altri casi sono finiti perchè non vi erano sbocchi, e in certi casi sono stati persone che meglio perderle che trovarle. Io ho 4 figli e 4 nipoti, ma dico loro sempre ‘se ami qualcuno lascialo libero, fallo, nella maniera che si sente libero’, io lo faccio con i miei figli, al punto che nessuno infatti ha perseguito una carriera musicale come la mia. Vedo che ognuno di loro ha una caratteristica artistica, li lascio liberi, l’importanza è che si prendano onori e oneri nelle loro scelte, altrimenti potrebbero dirmi ‘tu mi hai costretto e non sono felice’. Ho 4 figli, la più grande ne ha 44, l’altra 42, poi mio figlio ne ha 39 e l’ultima ha 15 anni. Mi son sfogato, non mi è mai piaciuto essere figlio unico. E’ bello essere nonno – ha aggiunto – puoi viziare i nipoti e poi è di una bellezza. Ho 3 nipotine femmine, è delizioso. Se non fossi nonno voleva dire che la storia sentimentale dei miei figli non sarebbe andata bene”. Quando Dodi Battaglia disse ai suoi genitori che avrebbe voluto diventare un musicista, la reazione dei suoi fu inattesa: “Quando ho detto che avrei voluto fare il musicista, mi dissero incredibilmente che erano d’accordo. Avevo circa 16/17 anni quando lo dissi, era il settembre 1968 quando entrai con i Pooh subito dopo la scuola”.

DODI BATTAGLIA: “AI CONCERTI DEI POOH ANCHE DEI BAMBINI”

Nei Pooh ci siamo ritrovati tutti brave persone, avevamo un atteggiamento abbastanza provinciale, non ce la tiriamo più di tanto, abbiamo un rapporto con il successo che ti mantiene con il profilo basso, ci si sente sempre piccolo rispetto alle grandi star. Se tu ti senti un musicista sempre in via di sviluppo, vedi i grandi con deferenza e vuoi sempre migliorarti e rimani con un profilo basso e questa è stata una grande caratteristica dei Pooh. Follie? Ho corso in macchina per 20 anni, ho anche una clavicola non proprio a posto”. Sui loro fan: “Ai concerti ci sono anche bambini che cantano Piccola Ketty, è una cosa bella, una grande manifestazione d’affetto. Responsabilità di messaggi giusti? Ci veniva naturale”. Sul figlio che ha avuto il covid: “Si poverino, lui era sempre in giro per lavoro, grazie al cielo adesso sta bene. Abbiamo avuto tanti amici infetti, bisogna fare attenzione”.

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