Dodi Battaglia: “Primo Natale senza mia moglie Paola Toeschi”/ “Tutti insieme, ma…”

- Alessandro Nidi

Dodi Battaglia, ex chitarrista dei Pooh, è intervenuto oggi a “Dedicato”, parlando del suo Natale senza la moglie Paola Toeschi e nel ricordo di Stefano D’Orazio

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Dodi Battaglia (Dedicato, 2021)

Dodi Battaglia è intervenuto in qualità di ospite a “Dedicato”, trasmissione di Rai Uno condotta da Serena Autieri con la presenza in studio di Gigi Marzullo e andata in onda oggi, sabato 25 dicembre 2021. Come ha raccontato il chitarrista, in riferimento alla sua avventura nei Pooh, “la nostra storia ha il comune denominatore della motivazione. Noi ne avevamo una grande ed era quella di portare avanti il nostro sogno, fino a 50 anni di carriera. Ci siamo riusciti, è una cosa bella: abbiamo dimostrato alla gente che si può essere amici per sempre. Le canzoni dei Pooh per me rappresentano amicizie, compagni diversi, nascite di figli, vita”.

Poi, un pensiero alla figlia Sofia, che oggi ha 16 anni e ha da poco affrontato il grave lutto della morte di sua mamma: “Ormai non è più una bimba, è grande, è una donna, è il mio orgoglio – ha asserito Dodi Battaglia -. Lei in questo momento ha bisogno di amicizia, di conforto, di famiglia. Il nostro è un Natale un po’ strano, perché manca la presenza importante di mia moglie Paola Toeschi, scomparsa da poco tempo. Abbiamo però voluto essere insieme, essere famiglia, perché così deve essere, Natale è anche questo”.

DODI BATTAGLIA: “MI MANCA STEFANO D’ORAZIO, I SUOI RICORDI E LE SUE BATTUTE”

Per Dodi Battaglia è stato quindi il momento della dedica a Stefano D’Orazio, scomparso il 6 novembre 2020: “Mi manca tanto, ma è sempre con me, perché sono state così tante le cose belle vissute insieme che un giorno sì e l’altro pure porto sempre le sue battute e i suoi ricordi dentro di me. Le persone care rimangono sempre dentro di me, di lui mi mancano la simpatia e l’intelligenza”.

Infine, un appello al figlio Daniele Battaglia: Tu sei l’unico che può darmi dei nipotini maschi che portino il mio cognome… Ti prego, dammi questo nipotino con il mio cognome…”.







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