DogPhone, arriva il telefono per i cani/ “Basta un tocco per chiamare il padrone”

- Davide Giancristofaro Alberti

Un team di ricerca dell’università di Glasgow ha realizzato un vero e proprio telefono per cani, il cosiddetto DogPhone: tutti i dettagli

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Immagine di repertorio

Merita senza dubbio attenzione lo strumento inventato dai ricercatori dell’università di Glasgow, in Scozia, che permette ai cani di comunicare con i propri padroni. Si chiama DogPhone e si tratta in sostanza di una palla hi-tech che si rivolge in particolare agli amici a quattro zampe che rimangono soli in casa, e che permette loro di chiamare i propri padroni. Il dispositivo consiste di fatto in una palla morbida che quando viene spostata attiva una videochiamata: in quel caso sarà il proprietario a decidere se rispondere o meno alla chiamata.

Lo stesso padrone potrà decidere di chiamare a sua volta il cane, che dovrà rispondere muovendo la palla. «Tutta questa tecnologia – le parole della dottoressa Ilyena Hirskyj-Douglas, dell’Università di Glasgow, primo autore della ricerca, parole riportate dal sito Dagospia, citando il Guardian – permette alle persone di misurare i passi dei propri animali, dargli cibo a distanza, ma il cane non ha scelte», aggiungendo che permettere agli animali di avere una scelta e il controllo della situazione, rappresenta senza dubbio un buon metodo per aumentare il loro benessere. «Questo è solo un modo per dimostrare che i cani possono controllare la tecnologia. E possiamo costruire tecnologia per i cani», ha aggiunto la Hirskyj-Douglas, facendo quindi presagire nuovi dispositivi per il miglior amico dell’uomo in arrivo. «Ci sono così tante possibilità» ha aggiunto.

DOGPHONE, IL TELEFONO CHE PERMETTE AL CANE DI CHIAMARE I PADRONI: I DETTAGLI

Il DogPhone è già stata testato dalla ricercatrice e dal suo labrador di nove anni, Zack, ed ha realmente funzionato. «Il cane mi ha chiamato ma non era interessato alla nostra chiamata, invece stava controllando le cose nel suo letto», ha osservato Hirskyj-Douglas durante il test di un’interazione.

In occasione dei vari test la ricercatrice ha tenuto un diario in cui ha spiegato cosa è accaduto, come ad esempio delle “false chiamate”: «Cane che va in giro scodinzolando e poi si sdraia. Ero in riunione, quindi ho dovuto riattaccare rapidamente». Molte delle chiamate effettuate da Zack sono sembrate accidentali e incidenti, ma gli studiosi sono convinti che si tratti di uno strumento utile per i cani, recando benefici in particolare per quegli animali domestici che soffrono molto quando lontani dai proprietari. «È solo dare a un cane una scelta – ha concluso la dottoressa – potremmo non capire la scelta che stanno facendo. Ma questo non significa che non dovrebbero avere scelta».



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