DOLORES O’RIORDAN/ I 50 anni della cantante dei Cranberries: incidente o suicidio?

- Paolo Vites

Oggi l’ex cantante dei Cranberries Dolores O’Riordan morta tre anni fa avrebbe compiuto 50 anni

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Dolores O'Riordan

Avrebbe compiuto 50 anni oggi, Dolores O’Riordan, la meravigliosa cantante del gruppo rock irlandese Cranberries. Era nata nel paesino del sud dell’Irlanda di Ballybricken il 6 settembre 1971. Invece la sua vita si è fermata tragicamente il 15 gennaio 2018, a soli 47 anni. Nessuno si sarebbe aspettato una cosa del genere, fu un autentico shock per tutti. Lei, così brillante, così irresistibile con quel sorriso malizioso sempre sul viso, soprattutto quando si esibiva, una vera forza della natura. Energia, gioia di vivere, doti naturali superlative grazie a quella voce in grado di raggiugnere note altissime. Invece una fine desolante, trovata morta nella vasca da bagno della sua stanza di hotel a Londra, dove si trovava a registrare nuovi brani. Chi l’avrebbe mai detto.

Ma purtroppo degli artisti si conosce ben poco, solo la parte esteriore, quella che possiamo vedere e sentire, ma non i loro tormenti privati. Già la causa della morte fece scattare un campanello d’allarme: annegamento accidentale dovuto a una intossicazione da alcolici. Così poco a poco è venuta a galla un passato devastante, comune a tante persone, specialmente in Irlanda. Dagli 8 ai 12 anni Dolores fu vittima di abusi sessuali da parte di una persona importante della sua città che ebbe il coraggio di presentarsi ai funerali del padre nel 2011 per chiederle scusa. Non si sa perché non l’abbia mai denunciato. Ma gli abusi sessuali subiti in adolescenza lasciano traumi che neanche una vita di successo e soddisfazioni personali possono cancellare. L’alcol era diventato suo compagno di vita e così la depressione curata con farmaci. Poi, nel 2013, un tentativo di suicidio: “Ho cercato di andare in overdose. Se sono ancora qui suppongo che sia per i miei tre figli (Molly Leigh, Taylor Baxter e Dakota Rain, avuti dall’ex marito Don Burton)”. Nessuno ha saputo dire se quella notte del 18 gennaio la cantante abbia compiuto un gesto voluto, bevendo champagne e alcolici del frigo bar, o sia stato un maledetto incidente. I livelli nel suo corpo erano di 330 mg per 100 ml di sangue, più di quattro volte superiori al limite legale per la guida (80 mg). Il medico legale Shirley Radcliffe in merito al caso ha dichiarato: “Non esistono prove che questo sia stato qualcosa di diverso da un incidente. Non c’era l’intenzione, la sua morte sembra essere solo un tragico incidente“. Ma la realtà nessuno la saprà mai. Quando porti dentro di te il peso dell’orrore subito, la morte è sempre dietro l’angolo. Restano le sue canzoni, il ricordo di chi ha avuto la fortuna di vederla dal vivo, la memoria di una piccola ragazza che sorrideva sempre, anche quando cantava canzoni di rabbia come la famosa Zombie, dedicata alle vittime della guerra civile nord irlandese. I funerali si tennero tre giorni dopo il ritrovamento, nella chiesta di St. Ailbe, nel suo paese, al suono della sua inconfondibile voce: «But I’ll miss you when you’re gone», ci mancherai quando te ne sarai andata.



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