CTS-SPERANZA “QUARANTENA 10 GIORNI”/ Norme Dpcm: 1 solo tampone negativo per l’uscita

- Carmine Massimo Balsamo

Cts dà via libera a richieste Ministro Speranza: quarantena per isolamenti fiduciari a 10 giorni, un solo tampone negativo per l’uscita. Norme Dpcm: tutte le novità, da movida a sport

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Roberto Speranza, Ministro della Salute (LaPresse, 2020)

Secondo quanto riportato dall’Ansa al termine della riunione tra Ministero della Salute e Comitato Tecnico Scientifico arriva la svolta tanto agognata dal titolare Speranza: non sarà più necessario il doppio tampone negativo per confermare la fine della quarantena e l’avvenuta guarigione di un paziente Covid, ma ne basterà solo uno per l’uscita dell’ammalato da Covid. Non solo, la quarantena per chi è in isolamento da contatto coronavirus (e non lui stesso contagiato) scende da 14 giorni a 10 giorni: «l’intervento ridurrà fin da subito la forte pressione sul sistema nazione dei tamponi», aveva spiegato nei giorni scorsi il Ministro Speranza con l’auspicio che il Cts potesse dare il via libera che sembra sia stato concesso in vista del prossimo Dpcm. Questo dovrebbe risolvere la poco pratica e caotica situazione di tamponi e controtamponi che ritarda non poco la ripresa di una normale attività in caso ovviamente di conclusione della malattia post-quarantena. Per gli isolamenti fiduciari in attesa di risultato al tampone invece il numero dei giorni in confinamento scende a 10 giorni come auspicato dal Governo e dallo stesso Ministero della Salute. (agg. di Niccolò Magnani)

CRISANTI “C’È PROBLEMA DI ASSENZE AL CTS”

La riunione del Comitato Tecnico Scientifico è ancora in corso dalle ore 15 anche se il Ministro della Salute Roberto Speranza è uscito prima dalla sede della Protezione Civile senza rilasciare alcuna dichiarazione mentre ancora il Cts si trova riunito per dirimere gli ultimi dettagli in merito al nuovo Dpcm. Mentre si è fatta chiarezza dal Viminale sull’ordinanza oggi molto discussa fin dalla mattina sulle mascherine obbligatorie per le attività motorie (escusi runner e chi va in bici), il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha convocato per domani la cabina di regia con enti locali e Regioni per dirimere in ultima analisi le normative e regole che oggi il Cts sta mettendo a punto sul piano anti-Covid dei prossimi 30 giorni. Con il commissario Arcuri che ha ribadito oggi l’impossibilità di un nuovo lockdown – («non ci sono le condizioni»), è invece critico sulla composizione del Cts il virologo Andrea Crisanti, che richiede maggiore sforzo per i tamponi in modo da evitare il collasso delle prossime settimane: «C’è a mio avviso un problema di Cts, non tanto nella composizione quanto nell’assenza. E’ possibile che in un comitato tecnico scientifico non ci siano le migliori menti dell’università italiana?», spiega Crisanti ospite di Lucia Annunziata a “In mezz’ora in più”. L’appello al Comitato è netto dal professore consulente della Regione Veneto: «Con assenza di vaccino e di terapia l’unico modo efficace per spegnere la trasmissione è quello di fare il test a tutte le persone coinvolte nell’interazione sociale della persona ammalata. Fare 300-400 mila tamponi è ancora una cosa realistica se si fa l’investimento giusto, nel giro di due o tre mesi si può arrivare a questa capacità».

LE NOVITÀ SULLE REGOLE ANTI-COVID

L’incontro tra Cts e Speranza sta per avere luogo a Roma alla sede della Protezione Civile: secondo le ultimissime anticipazioni emerse da Rai News24, presenti sul tavolo del Comitato Tecnico Scientifico in vista del prossimo Dpcm, l’elemento di maggiore discussione che peserà oggi nella riunione urgente riguarda il tema della quarantena. La proposta del Governo – ribadita con forza anche dal consulente ed ex Oms Walter Ricciardi – è quella di abbassare a 10 giorni la quarantena per chi entra in contatto con una persona positiva al Covid-19: resta invece di 14 giorni (con obbligo del secondo tampone negativo di controllo prima del via libera) l’isolamento obbligatorio per gli infetti di Sars-Cov-2. Per le altre regole presenti nella bozza di Dpcm e da dirimere con il Cts riguardano: divieto di calcetto, judo, basket e in generale tutti gli sport da contatto (ma solo a livello amatoriale); stop bevande alcoliche dopo le 21, mentre nei locali si potrà stare seduti fino alle 24; blocco di feste pubbliche ma anche nelle case, limite commensali nei locali max 30 persone; riduzione capienza dei mezzi di trasporto, ancora da dirimere se al 50% o al 60%; aumento al 75% dello smartworking per le aziende e Pubblica Amministrazione. (agg. di Niccolò Magnani)

BASSETTI CONTRO LE RESTRIZIONI GENERALIZZATE

Alle ore 15 la riunione Cts che dovrebbe fare emergere le indicazioni principali del prossimo Dpcm in arrivo forse già da domani 12 ottobre 2020: le regole anti-Covid che circolano come anticipazioni al provvedimento del Governo vanno dallo stop forzato a calcetto e ogni tipo di assembramenti pubblici, restrizioni sulla movida con il blocco delle vendite di alcol alle 21, lo stop dei locali alle 23-24 e il massimo di 30 persone all’interno delle strutture. I divieti più imponenti però sembrano essere quelli riservati alle feste private (riduzioni di banchetti cresime, battesimi e matrimoni) ma anche alle semplici visite degli amici: in attesa delle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico con il Ministro Speranza, il Premier Conte prepara una regola (potenzialmente molto contestabile) che mira a impedire i contatti tra persone non conviventi, non essendo possibile garantire l’uso obbligatorio della mascherina. Si lancia però un appello al Cts è il direttore della Clinica malattie del Policlinico San Martino di Genova – nonché membro della task force Covid di Regione Liguria – il professor Matteo Bassetti: sentito dall’Adnkronos Salute, l’esperto epidemiologo consiglia di non dare «dare raccomandazioni su base nazionale quando la situazione epidemiologica è diversa da Regione a Regione. Ci sono alcune che obiettivamente sono in difficoltà per l’aumento dei contagi e dei ricoveri, e lì c’è bisogno di una stretta maggiore, altre dove ci sono meno problemi». Secondo Bassetti bisognerebbe fare come in Francia, dove il lockdown nazionale non c’è stato ma «si sono decise misure restrittive dove necessario, ad esempio, a Parigi e Marsiglia». (agg. di Niccolò Magnani)

COSA SI DECIDE DOMANI

È stata convocata per domani una riunione urgente tra gli esperti del Cts e il ministro Speranza. Come riporta il Corriere della Sera, appuntamento previsto alle ore 15 di domenica 11 ottobre 2020: nel corso dell’incontro verranno discusse e valutate nuove misure per contrastare l’aumento dei contagi da Covid-19. Come vi abbiamo raccontato, nel corso delle ultime settimane sono stati registrati importanti aumenti di casi positivi in tutto il Paese e il Ministero è al lavoro per predisporre misure in grado di contrastare il rialzo. L’annuncio della riunione è arrivato dopo un consulto tra Roberto Speranza e Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico. Nel corso del dialogo sono stati accesi i riflettori sulle segnalazioni di alcuni ospedali, ormai al limite della capienza anche se non sono stati registrati problemi nelle terapie intensive.

DOMANI RIUNIONE URGENTE CTS-SPERANZA

Dopo l’obbligo della mascherina all’aperto, sono previste nuove misure e nuovi divieti per contrastare l’aumento di casi positivi: questi provvedimenti verranno discussi domani nella riunione tra il Cts e Speranza. Prevista una riflessione approfondita per quanto riguarda il sistema per sottoporre i cittadini al tampone: prevista una riorganizzazione totale, considerate le grandi difficoltà rilevate in diverse città, con code anche di 6-8 ore. A tal proposito, il Comitato tecnico scientifico ha lanciato l’allarme per l’eccessiva attesa per avere i risultati, che potrebbe avere gravi conseguenze sui cittadini obbligati a rispettare la quarantena.

«Arrivano giorni in cui dobbiamo recuperare il grande spirito nazionale di unità e di comunità, che ci ha consentito di piegare la curva nella prima fase», le parole del ministro Speranza nel corso di una manifestazione in Piazza del Popolo a Roma: «Abbiamo dimostrato nei giorni più difficili di essere un grande Paese, non il Governo, voglio essere chiaro, l’Italia. Dobbiamo dimostrarlo di nuovo perché i mesi che arrivano non sono semplici e dobbiamo dimostrare ancora di essere un grande Paese».

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