Domenico Merlo, padre Michele “Mio figlio accusato di aver usato droghe”/ Il medico..

- Stella Dibenedetto

Domenico Merlo, padre di Michele, si sfoga: “Mio figlio rifiutato al pronto soccorso e accusato di aver usato droghe”. Il medico che lo visitò rompe il silenzio e…

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Michele Merlo, Instagram

Domenico Merlo, il padre di Michele Merlo, deceduto a soli 28 anni a causa di una leucemia fulminante che gli ha procutato un’emorragia cerebrale, si sfoga sulle pagine de Il Resto del Carlino raccontando quello che sarebbe accaduto poco prima che l’emorragia colpisse il figlio senza lasciargli scampo. “Mio figlio è stato respinto dall’ospedale di Vergato e accusato di aver fatto uso di droghe”, ha dichiarato il signor Domenico Merlo al Resto del Carlino. I genitori del giovane cantautore, Domenico e Katia, hanno sporto denuncia affinchè si indaghi accuratamente su quanto accaduto. I genitori di Michele, al Corriere della Sera, hanno spiegato di voler sapere la verità di aver bisogno di capire se il dolore che stanno provando poteva essere evitato. Sul caso è stato aperta un’indagine per omicidio colposo oltre all’indagine interna avviata dall’Ausl di Bologna.

Il medico del pronto soccorso respinge le accuse

Dopo lo sfogo di papà Domenico che, insieme alla moglie Katia sta provando a farsi forza per affrontare un dolore inspiegabile, sono arrivate le prime dichiarazioni del medico di guardia che avrebbe visitato l’artista. Il Retro del Carlino, infatti, dopo aver raccolto lo sfogo di papà Domenico, ha contattato il medico il quale ha spiegato: “Ho fatto tutto quello che dovevo fare e tutto è stato relazionato ai miei superiori”, è il commento del medico. Secondo quanto raccontano i genitori, mercoledì sera, presentando sintomi come febbre, mal di gola, mal di testa e lividi sul corpo. “Si è presentato perché il mal di gola persisteva, il sangue gli usciva dal naso, aveva mal di testa. Gli hanno risposto che non poteva intasare il pronto soccorso, e l’hanno mandato via prescrivendogli un antibiotico”, ha raccontato il padre. Giovedì notte, poi, il grave malore, il trasferimento presso l’ospedale Maggiore di Bologna e la delicata operazione che non gli ha salvato la vita.



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