Don Pasquale Irolla corre e canta nella chiesa deserta/ Video “Un augurio frenetico”

- Davide Giancristofaro Alberti

Don Pasquale Irolla corre e canta nella chiesa deserta: video. Ecco cosa è successo nella giornata di ieri in una parrocchia di Piano di Sorrento

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Don corre e canta in chiesa (Youtube)

Sono tante le stranezze a cui abbiamo assistito in queste settimane di epidemia da coronavirus, ma un don che correva nella propria parrocchia mentre cantava, non l’avevamo ancora visto. Il protagonista di questo siparietto senza dubbio particolare, e nel contempo divertente, è Don Pasquale Irolla, parroco della chiesa di San Michele Arcangelo a Piano di Sorrento, in provincia di Napoli (Campania). Il suo video sta facendo il giro del web in queste ore, pubblicato sia sui vari siti di informazione, quanto su Youtube e ovviamente sui social, a cominciare da Instagram, Facebook e Twitter. La notizia, curiosa, è raccontata da Positano News, che appunto spiega quanto poi si vede nello stesso filmato (che potete trovare qui sotto). In una basilica deserta durante il giorno di Pasqua, causa le misure restrittive per contrastare l’epidemia da covid-19, Don Pasquale Irolla ha celebrato la messa, rivolgendo il suo augurio ai fedeli, non presenti fisicamente, ma uniti nella preghiera.

DON CORRE E CANTA PER LA CHIESA. A SALERNO, MESSA CELEBRATA VIOLANDO LA LEGGE

Il prete ha anticipato le sue gesta dicendoaugurio frenetico di Buona Pasqua”, dopo di che ha cominciato a correre lungo le navate della chiesa, intonando un canto sacro con voce ovviamente tremante a causa dello sforzo dovuto alla corsa. La telecamere hanno catturato il Don mentre faevac il giro della chiesa, per poi percorrere la navata centrale e riportarsi all’altare. Dal salernitano, invece, ci giunge un’altra notizia senza dubbio meno simpatica, quella di un prete, che violando le misure di restrizione, ha deciso comunque di celebrare la veglia pasquale. Don Giovanni De Riggi, così si chiamava il sacerdote che ha violato la legge, si è poi scusato su Facebook scrivendo: “Nessuna volontà di violare la legge nell’ermergenza coronavirus. Purtroppo da una mia lettura della circolare del Ministero dell’interno del 27 marzo, Direzione centrale per gli Affari del Culto, avevo dedotto di poter celebrare nel rispetto di quanto in essa indicato. Alla celebrazione, tenuta a porte chiuse, – ha precisato il sacerdote – erano infatti presenti le figure previste dal rito, assieme a loro famigliari, opportunamente disposte una per banco, nel pieno rispetto della distanza sociale imposta, senza assembramenti”.



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