Donald Trump, cosa farà dopo Elezioni Usa/ Comizi in Stati chiave per i ricorsi e…

- Niccolò Magnani

Elezioni Usa, cosa farà ora Donald Trump: le prossime mosse, la strategia dell’ostacolo a Biden e le ipotesi “siluramenti” nei ruoli chiave dello Stato. Tutti gli scenari

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Donald Trump con la moglie Melania (LaPresse)

Da quando Joe Biden è divenuto il nuovo Presidente Usa 2020 – elezione formale il 14 dicembre con il Collegio Elettorale, insediamento il 20 gennaio 2021 – Donald Trump si è ritirato in uno “strano silenzio” pubblico: prosegue nei tweet e nelle accuse di presunti brogli avvenuti alle Elezioni Usa ma ancora non ha sciolto la riserva sulle prossime mosse che tenterà di porre sulla strada dei ricorsi elettorali. In quanto ancora Presidente in carica degli Stati Uniti, Trump starebbe pensando ad una strategia ancora all’attacco nonostante pesi al momento la solitudine politica in cui è andato a infilarsi non avendo riconosciuto il voto degli americani negli Stati chiave. Il Partito Repubblicano non sembra già più sostenerlo e anche in famiglia il “cerchio magico” starebbe cercando di convincerlo – secondo i retroscena nei media Usa – quanto meno a riconoscere il voto prima di adire per vie legali sui riconteggi legittimi che può richiedere negli Stati dove il distacco con Biden è stato minimo: «Gli americani meritano elezioni giuste. Ogni voto legale, non illegale, deve essere contato. Dobbiamo proteggere la nostra democrazia con una completa trasparenza», ha detto ieri sui social Melania, rompendo il silenzio degli scorsi giorni.

LE PROSSIME MOSSE DI DONALD TRUMP

Secondo la Cnn – il canale all news maggiormente in “opposizione” alla Presidenza Trump – tanto la First Lady quanto il genere Jared Kushner (marito della figlia Ivanka e principale consigliere del tycoon) starebbero tentando la moral suasion su Donald per farlo ammettere la sconfitta e nello stesso tempo puntare tutto sui riconteggi legali. «È stata una campagna combattuta ma la storia è piena di esempi di presidenti che emergono da tale campagne accompagnando benevolmente i loro successori», si legge nella nota diffusa dal comitato consultivo del Center for Presidential Transition, una ong con dentro diverse personalità della politica Usa, tra cui la firma importante di George W. Bush. Nel frattempo Trump non intende ancora mandare nessun invito a Joe Biden per i primi passaggi di consegne tradizionali post-elezioni, il che rende ancora più complessa la fase di transizione con notevoli tensioni che ancora nel weekend si sono ripetute nelle principali piazze americane. Se da un lato la principale idea del Presidente uscente è quella di organizzare dei comizi-show negli Stati chiave dove si appresta a richiedere ufficialmente il riconteggio, dall’altro emergono diverse altre mosse per cercare di “ostacolare” il passaggio con l’avversario Dem. In primis, il siluramento di uomini chiave (Pentagono, Cia, Ministro della Giustizia, forse anche il virologo Fauci responsabile della task force anti-Covid) per tentare l’estrema ratio legale contro Biden, dall’altro – spiega la Cnn – Trump potrebbe nominare un procuratore speciale che indaghi sul caso di Hunter Biden, il figlio del neo presidente eletto che durant la campagna elettorale è finito nel mirino dei Repubblicani per i suoi affari in Ucraina e con la Cina. Nel frattempo i retroscena corrono, le possibili mosse si affollano, ma tutti attendono così dirà – forse parla già oggi? – il Presidente uscente degli Stati Uniti d’America per capire come sarà questa inedita e si prospetta lunghissima fase di “transizione”.







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