Donatella Rettore/ Splendido Splendente compie 40 anni tra rivalità e misoginia #CR4

- Fabiola Iuliano

Donatella Rettore: il suo brano più amato, “Splendido Splendente”, compie 40 anni. A #CR4 – La Repubblica delle Donne il racconto della sua straordinaria carriera.

donatella rettore vieni da me 640x300
Donatella Rettore a Vieni da me

Donatella Rettore si racconta questa sera a #CR4 – La Repubblica delle Donne a quarant’anni dall’uscita di uno dei suoi successi più amati, Splendido Splendente. Pubblicato in formato 45 giri nel 1979, il brano è ad oggi uno dei dischi più amati e venduti della carriera dell’artista; nell’anno di pubblicazione si è piazzato quarto nella classifica settimanale dei singoli più venduti e ventunesimo in quella generale, ed ha contribuito ad anticipare quelli che poi sarebbero stati gli altri successi della Rettore: Kobra e Donatella; ma di recente, l’artista vissuto una seconda popolarità, che l’ha resa celebre soprattutto tra i più giovani. “Mamma mia, è vero!”, nota la cantante in un’intervista concessa a Io Donna. “Mi arrivano continuamente cover da ovunque, una dalla Bulgaria, dove non sono mai stata. E la maggior parte sono punk. L’attenzione dei giovani – spiega Donatella Rettore – mi inorgoglisce, anche se devo dire che alcuni hanno la puzza sotto il naso! Ma in senso buono, perché sia chiaro: non sono mai in malafede, la mia è un’ironia bonaria. Io sono buona”

Donatella Rettore: “Lamette? Nasce da un modo di dire”

Donatella Rettore ripercorre la nascita di uno dei suoi successi più amati, Lamette (pubblicato nel 1982), svelando i motivi per i quali la morte è spesso al centro dei suoi testi. Lamette, ammette in particolare la diva, sarebbe nato da “un modo di dire, «me voglio svena’», diffuso a Roma e non solo. In quel periodo – aggiunge Donatella Rettore – vivevo a Londra, era l’epoca della guerra delle Falkland e in città si respirava la rabbia di chi contestava la Thatcher. A parte questo, amore e morte sono sempre stati al centro delle mie canzoni, penso a Kamikaze Rock’n’Roll Suicide, L’aquila nera, Eroe, Sayonara, Karakiri. E poi Giulietta, ballata sulla più grande suicida della storia, e Se morirò, nel disco del 2011 Caduta massi”. Anche in Se morirò, infatti, l’artista affronta i medesimi temi: “La vita è legata indissolubilmente alla morte, per questo – precisa la Rettore a Io Donna – non è una cosa meravigliosa: semmai è una sfida meravigliosa”.

Donatella Rettore: “Nessuna rivalità con le colleghe”

Anche se oggi è una diva amatissima, Donatella Rettore in passato ha dovuto fare i conti con quel genere di ostacoli contro i quali ancora oggi molte donne si ritrovano a lottare. “Quando credevo di avercela fatta, quando ho pensato che noi donne ce l’avessimo fatta, che avessimo raggiunto una qualche parità, ho preso una solenne cantonata”, ha detto l’artista nell’intervista concessa a Raffaella Oliva per Io Donna. “Si parla tanto di omofobia, ma la misoginia?”, si chiede la Rettore “c’è, in primis sul lavoro, dove le donne – spiega l’artista – avrebbero tanto da dire, ma sono spesso boicottate. Poi, certo, anche le donne sbagliano, quando non si alleano tra di loro”. E sulle presunte rivalità proprio con le altre colleghe, di cui si è molto parlato anche negli ultimi anni, oggi svela: “me le hanno sempre appioppate! Anzi, io amo fare gruppo”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA