DONNA MORTA DOPO ASPORTAZIONE NEO IN COMUNITÀ/ Silenzi e omertà: “Persone per bene”

- Davide Giancristofaro Alberti

Una donna è morta dopo l’asportazione di un neo in un centro olistico: Storie Italiane è andata ad indagare sul posto, carpendo ben poco…

Carabinieri Nas
Carabinieri dei Nas (LaPresse, immagini repertorio)

Torna ad occuparsi del caso della donna morta dopo l’asportazione di un neo in un centro olistico vicino a Genova, il programma di Rai Uno, Storie Italiane. L’inviata ha provato ad intervistare i vicini di casa della Comunità, a cominciare da coloro che si trovano al suo interno, che difendono a spada tratta l’operato dei due arrestati, il medico che ha asportato il neo e il numero uno dello stesso Centro olistico: “Non faccio dichiarazioni, vi chiediamo di allontanarvi”, e ancora: “Mi occupo di eventi culturali, ho una stima grandissima per loro, il meglio conosciuto in vita mia”.

In paese invece le voci sono diverse: “In paese giravano voci e basta ma non sapevamo niente, venivano poco”, “Si diceva che erano un po’ strani, voce di popolo, ma una cosa così grossa no, del genere”. Quindi una donna aggiunge: “Vivono a loro modo, che fossero una casta chiusa si, si vede, non li vedi mai al bar, a mangiare in trattoria, non li vedi mai, e va bene, da lì a togliere nei o abusare di, cose del genere no, ma il medico? La cosa più grave dal mio punto di vista, che fosse un posto particolare quello sì, ma mai più immaginavo una cosa del genere”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

DONNA MORTA DOPO ASPORTAZIONE NEO IN COMUNITÀ: “SOLO CALUNNIE, VERITÀ VERRÀ A GALLA”

A Storie Italiane la vicenda di una ragazza che è stata operata ad un neo in una Comunità, un Centro Olistico vicino a Genova, e che è poi morta in seguito per alcune complicazioni. Le forze dell’ordine hanno arrestato il medico che ha eseguito l’operazione, fatta su un tavolo di cucina, e anche il direttore della stessa Comunità, con accuse di omicidio volontario con eventuale dolo. L’inviata del programma di Rai Uno, Carla Lombardi, si è recata presso il centro ed ha interrogato una residente che ha spiegato: “Confidiamo assolutamente che le persone non colpevoli rimangano innocenti, è un diritto di ogni cittadino. Roberta (la donna morta dopo l’asportazione del neo ndr) era una cara amica ed è stata una grande amica del centro, viveva qui part time, aveva la sua casa nella sede di Chiavari e qui aveva chiesto di poterle avere uno spazio nel parco dove stava con la sua roulette, viveva nel weekend, era una sua scelta ed era una richiesta”.

DONNA MORTA DOPO ASPORTAZIONE NEO: “NON PARLIAMO DI QUESTO ASPETTO”

Sulla vicenda giudiziaria, però, no comment: “Non parliamo di questo aspetto finchè non venga trattato negli appositi luoghi, ci sono delle accuse gravi che sono calunnie, e che verranno gestite in modo adeguato nei luoghi adeguati”. Il programma di Rai Uno ha mandato in onda anche uno scambio di messaggi fra Roberta e il medico che avrebbe operato la donna, e che avrebbe rimproverato la stessa perchè si sarebbe sottoposta ad un’operazione senza prima aver fatto un esame istologico, un accertamento da fare in ogni caso quando si tratta appunto neo: “Non è una banalità – commenta a riguardo Rosanna Lambertucci, in studio nel programma di Rai Uno – vanno fatto controlli e mappe dei nei, possono degenerare in melanomi”. Carla Lombardi, l’inviata del programma che sta seguendo il caso, ha aggiunto: “Quando i genitori l’hanno trovata in fin di vita, li hanno rassicurati dicendo che era tutto sotto controllo e che l’avrebbero portata in un ospedale per fare delle analisi, lei diceva di stare male, non veniva presa in considerazione ma le parlavano di guarigione e lei faceva quello che le veniva detto, meditazione e tisane, era un percorso che doveva fare, una malattia che eliminava la parte tossica”.

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