INTEGRATORI/ Rischio di morte prematura nelle donne

uno studio rivela come l’abuso di integratori alimentari possa anticipareil decesso nelle donne anziane. Meglio consultare il medico e, per carenze non gravi, controllare l’alimentazione

16.04.2013 - La Redazione
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Un deciso “no” all’abuso di integratori vitaminici. 
L’avvertimento arriva dal professor Jakko Mursu, che ha condotto su 38 mila donne statunitensi uno studio presso la University of Eastern Finland, e pubblicato su Archives of Internal Medicine, e che spiega come l’assunzione eccessiva di vitamine e altri nutrienti, come acido folico, magnesio, zinco, rame e ferro, aumentino il rischio di morte prematura nelle donne anziane. 
E’ sempre meglio contattare il medico che può determinare una reale carenza di nutrienti e prescrivere l’eventuale integrazione. Se questa non fosse necessaria i rischi possono essere maggiori dei vantaggi: il ferro ad esempio se assunto in quantità eccessive aumenta il rischio di decesso del 2,4%. 
In caso di carenze poco gravi è meglio integrare con l’aiuto di un’alimentazione bilanciata. La carenza di vitamine ad esempio, così difficile da individuare visto che i suoi sintomi sono così poco specifici, come stanchezza, difficoltà a concentrarsi, debolezza, facilità alle infezioni e disturbi digestivi,  è spesso riconducibile ad uno scarso consumo di alimenti integrali e vegetali a favore di snack ipercalorici, tipici nei paesi industrializzati. 



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