ASILI/ Telecamere contro le molestie: bambini e maestre come in un reality

Dopo i casi di abusi negli asili aumentano le richieste di telecamere nelle aule, che permettono ai genitori di controllare i propri bambini anche mentre sono al lavoro

19.04.2013 - La Redazione
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Immagini di repertorio (Fonte Infophoto)

Dopo i casi di cronaca che in questi ultimi anni hanno popolato le pagine dei giornali, è andata scemando la fiducia che i genitori ripongono nella sicurezza degli asili. Si assiste sempre di più al fenomeno “Grande Fratello”, ossia a telecamere puntate nelle aule in modo che i genitori, a distanza, possano vedere quello che succede al loro bambino durante la giornata. 

Repubblica spiega così questo fenomeno: “Si moltiplicano le telecamere negli asili da Palermo a Bolzano, dove l’altra settimana ne sono state installate cinque, da Milano a Nola, da Ivrea a Taranto a decine offrono registrazioni video o collegamenti in rete ai genitori in cerca di rassicurazioni. Perché le storie finite sui giornali di piccoli abusati e maltratti alle materne, da Pistoia a Pavia, da Torino a Messina, hanno incrinato la fiducia”.Ma non tutti i genitori condividono queste misure di sicurezza, secondo alcuni si tratta di una palese invasione della privacy delle maestre. Per legge infatti i lavoratori non possono essere controllati dalle videocamere.

Massimo Mari della Cgil, conferma che per poter piazzare le telecamere è necessario il consenso di genitori, sindacati e uffici del lavoro, e sottolinea come una simile misura si leda il diritto alla privacy di insegnanti e minori, inoltre si invade l’attività pedagogica e la libertà dei lavoratori. Per alcune mamme avere la possibilità di controllare il proprio bambino a distanza è un modo per placare il senso di colpa e sapere che sta imparando cose nuove.

Infine arriva il commento di Davide Guarnieri, residente dell’Associazione italiana genitori, secondo cui: “il video seda l’ansia dei grandi ma non stimola l’autonomia dei bambini che devono crescere staccandosi da mamma e papà”.

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