Alimentazione / I cibi che “parlano” ai geni e prevengono l’invecchiamento

- La Redazione

La nutrigenomica studia il rapporto tra il cibo e i suoi effetti sull’organismo. Alcune sostanze presenti negli alimenti hanno infatti la capacità di ritardare l’invecchiamento

curry
Il curry (Infophoto)

C’è una scienza, la nutrigenomica, che studia la relazione tra il cibo e le informazioni che esso è in grado di trasmettere ai nostri geni. 

Il cibo è sicuramente la base per un buono stato di salute e allo stesso tempo per alcune delle più diffuse malattie dell’era moderna. Alcune sostanze agiscono in modo efficace sul processo di invecchiamento, intervenendo sui singoli organi in particolare.

Ma quali sono queste sostanze, dette antiossidanti? Una delle sostanze maggiormente studiate è il polifenolo, in sostanza il pigmento che dà la tipica colorazione al curry. Il polifenolo, detto anche curcumina, possiede infatti proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, e la ricerca ha evidenziato le sue capacità protettive nei confronti di cervello e ossa. 

Il licopene invece, estratto dal pomodoro, protegge la pelle dai danni causati da una prolungata esposizione al sole e dall’insorgere di eritemi
L’astaxantina è un pigmento rosso presente in numerosi organismi viventi, come i salmoni. Il suo effetto benefico agisce sulle cellule, proteggendole dai danni causati dai radicali liberi.
Un frutto molto amato in autunno, l’uva, è ricca di  il resveratrolo, che aiuta la pelle a mantenere tono e luminosità, oltre a proteggere cuore dal colesterolo cattivo. 

Dal lievito infine si estraggono i nucleotidi, che vengono aggiunti a molti latti artificiali per lattanti poiché favoriscono la crescita dei bifido batteri e quindi accrescono le difese immunitarie. 
Tutte queste sostanze, oltre ad essere disponibili in questi ed altri alimenti, sono reperibili sotto forma di integratori alimentari che possiedono proprietà antiossidanti e antiinvecchiamento globale.

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