Modelle curvy/ Tanya Gervasi: non entro in una L, ma mi sento molto “cool”

- int. Tanya Gervasi

TANYA GERVASI è una modella “curvy”, ma soprattutto vuole essere considerata un modello di donna sana e con le forme. E delle polemiche di Abercrombie dice: ogni marchio ha il proprio target

moda-made-in-italy
Milano Fashio Week 2016, infophoto

Nei giorni scorsi hanno fatto discutere le dichiarazioni di Mike Jeffries, amministratore delegato di Abercrombie & Fitch, che ha sottolineato come gli abiti del marchio siano destinati a quei ragazzi che nelle scuole vengono considerati “cool” e non ai nerd, ai ragazzi impopolari, e di come di conseguenza ci si aspetta che le ragazze siano magre e in forma, e portino al massimo una taglia L, large. In realtà il mondo della moda, nonchè il mondo reale, è molto più variegato e prevede taglie di ogni genere, nonché la possibilità di essere sani e felici anche in una extra large. Abbiamo parlato con Tanya Gervasi, una modella che si definisce “curvy”, formosa, e che ha ereditato l’altezza dalla madre russa e le forme procaci delle donne italiane dai geni del padre siciliano. In passato aveva una 46, ora porta una 42-44: quasi troppo magra per il mondo curvy, ma troppo in carne per le taglie di campionario. Le abbiamo chiesto cosa significhi essere definita una modella “curvy” e parlato un po’ con lei dei tanto controversi “canoni di bellezza” con cui le donne fanno quotidianamente i conti.

Tanya, le tue forme da adolescente ti hanno mai fatto sentire “poco cool” o tagliata fuori per qualche motivo?

Io da adolescente ero alta e magra e proprio per quello mi differenziavo dai miei compagni, che erano più bassi, e poi ero mezza straniera e stavo un po’ per i fatti miei. Ripensandoci ora, nel tempo ho fatto un lavoro su me stessa, ma forse quando ero più piccola , a 13-15, sarebbe stato più facile se fossi stata un po’ più forte, ma da ragazzina non te ne rendi conto.

In Italia si parla di “taglie forti”, o per dirla all’americana “modelle plus-size”, tu come ami definirti? 
In verità non vorrei definirmi in nessun modo, se non semplicemente “modella”.  É proprio la terminologia che è sbagliata perchè “plus size” evoca un’immagine negativa: una ragazza “cicciona” o letteralmente obesa.

E invece non è così? Io credo che le modelle curvy dovrebbero essere dei modelli di riferimento sani, non in sovrappeso e non obese. Sono persone atletiche con le loro forme, il seno, i fianchi, ma non “grasse”. Un sacco di mie colleghe in realtà sono ragazze sane, nel loro peso forma, che non stanno a dieta ma fanno anche tanto sport. 

E le case di moda che dicono? Purtroppo spesso le case per donne curvy vogliono modelli molto più in carne, perchè la loro consumatrice media non si riconosce in noi, e in effetti la moda è fatta anche per sognare: se tu sfogli una rivista, un catalogo, e vedi una ragazza non tanto diversa da te, ma che è sana, è un modello positivo a cui aspirare.

E’ difficile rientrare per forza in un canone piuttosto che in un altro… Non esiste la normalità nella moda, ci sono soprattutto gli estremi, e le taglie di mezzo, come la 42-44 che è la mia taglia adesso, sono considerate ne carne ne pesce: non è plus size come dovrebbe essere il canone della ragazza che veste tranquillamente una 48-50, ma non è neanche la 38 che è la taglia di campionario standard. Infatti quando molte ragazze mi vedono mi dicono “tu non sei plus size, non sei curvy”, ma d’altro canto ai casting mi direbbero “sei troppo in carne per essere una modella standard”.  

Un problema molto “moderno”. Oggi parlavo con la mia migliore amica e dicevo che è assurda questa terminologia che è entrata nell’uso comune. Anni fa c’era Audrey Hepburn, ma c’erano anche Marilyn Monroe, Sofia Loren, e nessuno si poneva il problema del loro peso. Oggi si guarda indietro e si dice “la bellezza curvy di Sofia Loren o Mariliyn”, ma erano popolari anche Audrey Hepburn e altre attrici simili a lei, comunque considerate bellissime. I canoni di bellezza erano meno limitati. Io penso che la bellezza sia un mix di molte qualità e altrettanti difetti.

Quando hai capito che il tuo aspetto poteva essere perfetto per una specifica fetta di  mercato? 
Io ho iniziato a lavorare come “curvy”a 19 anni ed ero una 46, anche perchè prima non esisteva il “plus size”, che è un’invenzione degli ultimi anni. Se poi potessi scegliere vorrei essere guardata come una modella e basta, non come una plus size, non amo le distinzione.

Ma le polemiche non mancano… Ogni brand ha il suo target di mercato e questo si ricollega alla polemica di Abercrombie & Fitch, sulla quale penso che ci sia stato un po’ un misunderstanding: non credo le  dichiarazioni fossero così offensive. Abercrombie poi punta ad un target atletico, normale che i ragazzi siano anche muscolosi e possano arrivare ad indossare una XXL. Detto questo, io in una L non ci entro, ma non per questo mi sento una sfigata. 

Quali sono i requisiti per essere una modella curvy? 

Innanzitutto bisogna fare una distinzione tra l’avere la taglia giusta ed avere i requisiti per diventare una modella. Le misure sono una base di partenza per intraprendere questa strada, poi ci vuole molta fortuna, perchè siamo sempre di più a voler intraprendere questa professione, ed essere notate, essere al posto giusto nel momento giusto, è la cosa che può fare la differenza. Può capitare che al primo casting non vieni notata ma devi insistere, non gettare la spugna se ci credi, e può succedere che la volta dopo vedano in te quello che cercano.

Pensi che ci siano differenze tra il mondo delle modelle standard e quello delle modelle curvy, e che le ragazze vivano diversamente li loro lavoro nei due ambiti? 
Ci sono differenze e ci sono cose in comune. Ad esempio a gennaio io ho vissuto per un mese ad Istanbul in un appartamento per modelle, ed io ero l’unica curvy che viveva con 5 modelle regolari. Le differenze stavano nelle cose che mangiavamo: io avevo molti meno problemi, potevo mangiare i dolci, cucinarmi del riso, ecc, mentre molte di loro mangiavano verdure crude, caffè, dovevano stare attente.

Un’altra differenza? Era nel numero di casting al giorno. Io non avevo tutta la loro clientela e la mia agenzia faceva più fatica a trovarmi lavoro. Soprattutto negli editoriali loro sono più fortunate: se si tratta di servizi sul tema della pelle, del jeans, del maculato, allora scelgono una modella regolare. Se scelgono una modella curvy allora l’editoriale è sulla moda curvy, e basta. La vera rivoluzione sarà quando sceglieranno la modella curvy perchè sarà adatta a valorizzare un aspetto qualunque della moda.

Un ultimo consiglio? Per essere curvy devi essere attenta a ciò che mangi, perchè la pelle non ne risenta, non ti devi trascurare; semplicemente sei un po’ più rilassata e non fai la fame, insomma, ci godiamo di più la vita. 

 

(Nicoletta Fusé)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori