GUCCI/ Battuto da Guess nella “battaglia dei loghi”

- La Redazione

Una battagia legale che dal 2009 va avanti tra Milano e New York vede Guess vittoriosa in una battaglia per i loghi,iniziata da Gucci, come dice Marciano “per bloccare l’espansione di Guess”

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Fila fuori da una boutique Gucci (Infophoto)

Una battaglia legale che va avanti dal 2009, quando Gucci ha intentato una causa contro il marchio Guess, a Milano, e un’azione simile, nello stesso periodo contro Guess a New York.

Motivo del contendere? Violazione del marchio, contraffazione e concorrenza sleale. Il caso di New York si è chiuso nel 2012 con Gucci che ha ricevuto un risarcimento minimo e provvedimenti inibitori su un numero ristretto di loghi.

Diversa sorte la causa intentata a Milano, che ha visto respinte tutte le richieste avanzate da Gucci. 

Un verdetto particolarmente importane dato che è stato emesso nella città di origine di Gucci, e perchè, come si legge su Fashio Mag: “la Corte ha dato ragione a Guess in praticamente tutte le principali argomentazioni portate all’attenzione dei giudici, stabilendo che il motivo a rombi e i motivi floreali sono comuni nel mondo della moda e, in particolare, che il popolare pattern del logo di Guess “G Quadrata” (anche con una G sola nell’angolo del rombo) non abbia “niente a che fare” con il modello della doppia G intrecciata di Gucci, una delle principali lamentele presentate da Gucci.”

Paul Marciano, co-fondatore di Guess insieme ai tre fratelli Paul, Armand e Georges, e a capo delle due linee Marciano e G by Guess insieme a Maurice, si è detto soddisfatto della sentenza: “Le tattiche di Gucci sono state assolutamente prepotenti. A causa delle sue infinite risorse, Gucci ha cercato di fermare in tutto il mondo l’espansione del business di successo di Guess negli accessori. Tutto ciò è fondamentalmente sbagliato e ingiustificabile. Ci sono tendenze globali che Gucci stessa segue, come chiunque fa nella moda; e che non sono differenti da quelle di Guess a questo proposito”.

Inoltre Marciano esprime il suo disappunto per l’attenggiamento di Gucci quando aggiunge: “A mio parere, le battaglie legali di 3 anni a New York e di 4 anni a Milano sono state il risultato di un enorme e inutile contenzioso che avrebbe potuto e dovuto essere facilmente risolto con una semplice telefonata, che Gucci non ha mai fatto”.

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