FEMEN/ Haddad (scrittrice libanese): Non si fa “politica” usando il corpo delle donne

- int. Joumana Haddad

Per JOUMANA HADDAD, utilizzare il proprio corpo per attirare l’attenzione significa ammettere che una donna non può suscitare l’interesse o l’attenzione degli uomini se non spogliandosi

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Amina

Ha davvero senso mostrarsi a seno nudo per rivendicare la dignità della donna, oppure il rispetto con tutto ciò non ha nulla a che vedere? La domanda, e numerose perplessità sulle proteste di Femen esistevano da tempo. Da quando le femministe hanno messo piede anche nel mondo arabo certi interrogativi sono diventati dirompenti. Tutto è iniziato con la scelta di Amina Sboui, nota come Amina Tyler, un’attivista tunisina che ha diffuso su Internet una sua immagine a seno nudo con la scritta che il corpo appartiene solo alla donna. Quando Amina è stata arrestata, per chiederne la liberazione altre tre attiviste di Femen hanno scatenato scompiglio tra le strade di Tunisi e sono state a loro volta arrestate e interrogate. Quindi la provocazione è stata spinta fino in fondo: qualche tempo fa le Femen hanno messo in atto una preghiera islamica a seno nudo di fronte all’ambasciata della Tunisia in Francia. Le Femen agiranno ancora. Ilsussidiario.net ha intervistato la scrittrice libanese Joumana Haddad.

Di fronte a una società come quella araba, che giunge a coprire il volto della donna, qual è la forza delle iniziative delle Femen?

Ritengo che le proteste delle Femen siano controproducenti non solo nella cultura araba, che tende a coprire il viso e il corpo della donna, ma anche nei Paesi occidentali. Utilizzare il proprio corpo, e in particolare la nudità femminile, per attirare l’attenzione anche su tematiche importanti, significa ammettere che una donna non può suscitare l’interesse o l’attenzione se non spogliandosi. Ne è la riprova il fatto che stiamo tutti parlando delle attiviste di Femen perché hanno mostrato il seno, altrimenti nessuno avrebbe prestato loro attenzione.

Se le proteste di Femen sono controproducenti, lei quale forma di femminismo sostiene?

Non ho la pretesa di definire quale sia il vero femminismo, anche perché ne esistono diverse forme. Il punto comune tra tutti quanti è la difesa della dignità della donna. Sia nel mondo arabo, sia in Occidente, ne abbiamo abbastanza di quanti ci dicono che ci dobbiamo coprire completamente per essere rispettate, o che ci dobbiamo sovraesporre come una merce in vetrina per ottenere l’attenzione che desideriamo.

E quindi che cosa si deve fare?

Io sono a favore di una terza via, cioè della difesa del valore professionale, intellettuale e politico di una donna.

 

Quindi le Femen non rappresentano il vero femminismo?

Il movimento Femen non può rappresentare il femminismo in generale. A portare all’idea della donna-oggetto del resto non è stato il femminismo, il quale al contrario ha liberato la donna da tante catene e da tanti abusi, ma è stata al contrario la società patriarcale. Nonostante tutti i suoi sforzi, la lotta per la liberazione delle donne purtroppo non ha ancora vinto. 

 

Femen è arrivata a organizzare una preghiera islamica a seno nudo nell’ambasciata tunisina a Parigi… Ritiene che la religione islamica non sia stata rispettata?

Non capisco per quale motivo su questo tema ci debbano essere dei tabù e su tutto il resto no. E’ un argomento come tutti gli altri. Se crediamo nella libertà d’espressione, o accettiamo che tutto quello che abbiamo intorno possa essere criticato, oppure questa proibizione si applica a tutto. Abbiamo bisogno di togliere questa paura, che riguarda soprattutto i personaggi della religione islamica.

 

Eppure si sa che l’islam non tollera di essere oggetto di satira…

Trovo assolutamente assurdo il fatto che, quando furono pubblicate le caricature di Maometto, ci sia stata tutta questa rabbia e aggressività espressa da parte del mondo arabo. I musulmani hanno bisogno di maturare, di accettare che altri non credano nella loro fede e di riconoscere che nella loro religione sono presenti numerosi difetti. Non devono sconfessare l’esistenza di questi difetti, bensì accettarli.

 

Quindi per quanto riguarda la preghiera islamica a seno nudo lei è favorevole?

No, anche in questo caso sono contraria. Ma più che chiedermi se la preghiera islamica a seno nudo sia o meno tollerabile, la vera questione è quanto sia produttivo questo tipo di protesta. Quello che conta è lo scopo che ci si prefigge, e l’obiettivo secondo me è quello di raggiungere un’autentica parità tra donna e uomo al livello delle leggi e dei diritti. Proprio per questo non condivido che la nudità femminile sia utilizzata come se fosse una strategia tra le altre.

 

(Pietro Vernizzi)

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