MONICA LEOFREDDI/ La conduttrice vittima di stalking da due anni: sto vivendo un incubo

- La Redazione

E’ iniziato ieri a Roma il processo a carico di Goffredo Imperiali di Francavilla, 50 anni, accusato di stalking nei confronti della conduttrice televisiva Monica Leofreddi. 

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Foto: InfoPhoto

E’ iniziato ieri a Roma il processo a carico di Goffredo Imperiali di Francavilla, 50 anni, discendente dell’omonima nobile famiglia napoletana, accusato di stalking nei confronti della conduttrice televisiva Monica Leofreddi. Da circa due anni, infatti, l’uomo l’ha perseguitata seguendola ovunque, chiedendo informazioni su di lei ai residenti e ai commercianti della zona, fino anche a spacciarsi per il suo commercialista. Vittima e imputato si sono trovati per la prima volta faccia a faccia in tribunale: “E’ stata dura guardare in faccia quella persona che da tanti mesi mi segue ovunque, mi aspetta sotto casa ed è arrivato ad entrare anche nella casa dei miei genitori”, ha detto Monica Leofreddi in una intervista rilasciata a La Repubblica. “Sto vivendo un incubo, il peggiore degli incubi, come sanno le vittime. Ho dovuto stravolgere la mia vita. Nonostante l’indirizzo della mia casa non risulti, ho paura che mi possa rintracciare, temo anche per i miei figli”. “Non so davvero cosa voglia – prosegue la showgirl – non so cosa io gli abbia potuto scatenare: credo che provi un misto di attrazione e voglia di protezione”. La conduttrice ha però denunciato tutto alle forze dell’ordine: “Devo ringraziare i carabinieri di zona che mi sono stati molto vicini, ma sinceramente speravo che la magistratura adottasse da subito qualche provvedimento nei confronti di quest’uomo che è convinto di aver avuto con me una relazione. Chi denuncia dovrebbe essere tutelato con strumenti più efficaci”, spiega ancora nel corso dell’intervista. Poi conclude con un consiglio alle donne vittime come lei di stalking: “Denunciare immediatamente chi ti perseguita. Ma non basta. È necessario creare anche strumenti di tutela più efficaci per dare alle donne la forza di affrontare questo incubo. Ci devono proteggere appena parte la prima denuncia: è successo, purtroppo, anche nei casi degli ultimi femminicidi, che le donne avessero denunciato più volte. Io dico: meglio sbagliare prendendo un provvedimento che rischiare una vita”.



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