Kate Middleton / Il ginecologo: no al curry e ai rimedi “fai da te” per indurre il parto

L’amore recente di Kate Middleton per la cucina indiana fa pensare ad una voglia di avvicinare il momento del parto? Ma è davvero un rimedio efficace? Il parere del dott. GIANLUIGI PARENTI

09.07.2013 - int. Gianluigi Parenti
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foto:Infophoto

La gravidanza di Kate Middleton è al centro dell’attenzione dei media da quando sono apparse le prime foto della duchessa di Cambridge con una pancina sospetta. Ora che il termine si avvicina e il 13 luglio potrebbe nascere l’erede alla corona inglese, la stampa ha messo sotto la lente di ingrandimento i nuovi gusti culinari di Kate, che si concentrano sulla cucina indiana, risaputamente ricca di curry e spezie varie. Secondo alcuni è solo una delle voglie tipiche delle future mamme, per altri si tratta del tentativo di stimolare le contrazioni del parto. Molti metodi “non ufficiali” ma conosciuti a livello popolare sono utilizzati dalle future mamme vicine al termine e impazienti di veder nascere i loro piccoli.Il Sussidiario ha intervistato il dott. Gianluigi Parenti, ginecologo, proprio su questo argomento. 

Si vocifera che Kate Middleton stia mangiando molto cibo indiano poiché le spezie sollecitano le contrazioni del parto: questa sarebbe secondo lei una teoria plausibile?

Diciamo che questo è uno dei vari metodi empirici per dare inizio al travaglio: c’è chi usa purghe o appunto alimenti che provocano dei movimenti intestinali accentuati e c’è chi suggerisce di avere rapporti sessuali… Ci sono diverse teorie, ma non è scientificamente provato che abbiano lo stesso effetto su tutte le donne allo stesso modo. 

Quando è opportuno indurre le contrazioni? 

Dalle 40 settimane si iniziano i controlli del cosiddetto post termine, che durano fino alle 41 settimane e tre giorni, quando si ricovera la donna per indurre il travaglio in ospedale. 

Quali sono i metodi provati per stimolare l’inizio del travaglio?

In ospedale ci sono diversi metodi, alcuni usano lo scollamento delle membrane, altri le prostaglandine in gel che si inserisce nella vagina o dei piccoli palloncini che dilatano la cervice uterina lentamente. Oppure se le condizioni del collo dell’utero sono favorevoli si può indurre con la rottura delle membrane. Sono metodi che, appunto, si usano o in condizioni di patologia, quando è necessario provocare le contrazioni del parto, oppure allo scoccare delle 41 settimane e tre giorni, prima no. 

Alle mamme che si avvicinano al termine dunque non resta che aspettare pazientemente? 

E’ comprensibile che in periodi come questo in cui fa caldo, la futura mamma abbia le gambe gonfie, sia stanca, o senta il peso psicologico dell’attesa, allora si può ricorrere a metodi “non scientifici” per provare ad accelerare i tempi…

Quindi i cibi speziati li lasciamo nel territorio delle credenze popolari? 

Si, diciamo che tutto ciò che crea un minimo di irritabilità intestinale può dare un aiuto all’inizio del travaglio, ma come pure andare ad arare i campi e avere rapporti sessuali: sono tutti metodi non provati scientificamente, altrimenti per indurre il parto sarebbe sufficiente somministrare delle spezie alle mamme. 

(Nicoletta Fusè)

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